Trovatoooooo

Non potevo non mettere un post appost… Dopo aver illustrato in tutte le sue sfaccettature la mia sindrome da scaffale, dopo aver spiegato in lungo e in largo che avevo trovato un sito orrendo ma stupendamente efficiente nel trovare analogie e collegamenti musicali, dopo aver detto che molto intelligentemente non lo avevo inserito tra i preferiti… Beh, sarà strano, ma oggi, poco fa, sono riuscito a riagganciarlo e questa volta l’ho incatenato a una bitta di cemento che ho fatto erigere appositamente di fianco al computer.

Dunque, si chiama…. già, come diavolo si chiama? Si chiama Tuneglue, metto il link qui, sempre che compaia come link, sennò mi tocca andare a vedere di padroneggiare qualche altro strumento blogghesco. eccolo qui: http://audiomap.tuneglue.net/

Se per caso a qualcuno dei due o tre che passano di qui dovesse interessare il concetto, come ho già spiegato, provate a digitare in alto a destra il nome del vostro artista preferito (non digitate Pooh, perché essendo un programma intelligente rischiate che vi sputi direttamente nell’occhio). Comparirà un dischetto nero nella schermata grigia (molto vispo cromaticamente, non c’è che dire), e cliccando ancora sul dischetto usciranno quattro opzioni. Ci interessano la prima, expand, e l’ultima, delete.

Con la prima si attivano collegamenti con artisti simili per genere o sound, insomma che almeno sulla carta dovrebbero piacerci. E ognuno di questi poi a sua volta può essere espanso verso altre similitudini. Ovviamente con Delete si chiude il percorso del nome scelto e si è pronti per un altro. C’è da scatenarsi!!!!

Io vedo di ragionare un po’ sulle possibilità di indagine, se a qualcuno sarà servito il consiglio mi faccia sapere. Buona ricerca.

Ionnighitar

Un cartello nel deserto

Vabbè, il titolo è un po’ esagerato, ma il concetto era difficile da esprimere.

Stavo riflettendo sul fatto che probabilmente mi trovo nel bel mezzo di una crisi decisionale (quelle più importanti e gravi lasciamole perdere, e poi non credo siano argomento da blog) riguardo a musica, letture, televisione. Mica male eh? Che significa? Che in questo momento mi sento un po’ come ho già spiegato di sentirmi quando mi trovo davanti a scaffali che trasudano libri o CD. Indecisione, desiderio, anzi, brama di qualcosa che non so cosa sia. Un titolo, un’indicazione, un segnale, un segno del cielo o di qualcuno di buon cuore che mi suggerisca dove andare, cosa fare.

Partiamo dalla musica: ho gusti un po’ ripetitivi, mi sa. Almeno, così sostengono in famiglia. In pratica, dividendo nelle due grandi categorie italiani e non, nella prima così di primo acchito ci metto Zucchero e poco più, ma poco poco, sul serio (parlo di musica attuale, gli anni 60/70 sono troppo ricchi per mettersi a scremare). Nella straniera ho una specie di micro Olimpo personale, dove Zeus si chiama Eric (Clapton) e gli altri, pochi, sono Mark Knopfler (Dire Straits) e… uff, va bene, probabilmente non lo so nemmeno io, ma di cose che mi piacciono ce ne sono. Per dirne una, la Dave Matthews Band, i Coldplay, molto di Joe Cocker, poi… poi.. poi ritorno anche qui ai 70/80 e allora non c’è spazio a sufficienza. Cosa vorrei? Trovare qualche alternativa, sentire qualcun altro, spostare un pochino il tiro. Avevo trovato tempo fa un sito carinissimo (graficamente sconcertante da tanto era brutto) ma intelligentissimo: tu scrivevi il tuo artista preferito, o il gruppo, e magicamente te lo vedevi circondato da tutta una serie di altri nomi che, per analogia di sound e di stile, certamente ti sarebbero piaciuti. E la cosa poi andava avanti a catena, a piacere, perché cliccandone uno, a sua volta ti dava i suoi “simili” e così via. Ho cercato non so quanto quel sito, che intelligentemente NON avevo inserito tra i preferiti e… eccomi qui. A cercare, aspettare, sperare, non sapere e… Boh, forse c’è qualcuno che mi potrà illuminare, ma non so nemmeno quando. Mi ha già ventilato che mi introdurrà anche all’ABC del jazz, il che un po’ mi preoccupa, ma staremo a vedere.

Libri. Ho già detto della montagna ricevuta in omaggio da mio fratello. Grandioso. Però, non tutto e non sempre mi ha convinto e appassionato. Per esempio, e qui so di bestemmiare per alcuni aficionados, mi annoia mortalmente Frederick Forsith. Che ci posso fare? Un paio li ho anche letti, un altro paio li ho abbandonati… e per me è gravissimo. Il bello è che di Forsith c’era una fornitura abbondante. Altri, per esempio Ian Rankin, mi sono piaciuti moltissimo, ma non erano 87, solo cinque o sei, e sono stati letti e archiviati. Ora sono al secondo di Nick Hornby. Che dire? Mah… Inglese, inglesissimo, sottile e amara ironia in stile londinese. Molto spesso introspettivo e nemmeno tanto allegro. Devo dire che mi fa impazzire? Non ci riesco. Invece ecco, quello che vorrei è un libro (o alcune decine, se possibile), che mi appassionasse davvero tanto. Sia per la suspance (è molto dibattuto come diavolo si scriva), sia per l’umorismo, sia per lo stile particolarissimo alla Pinketts, sia per la narrazione che ti coinvolge e ti culla alla Piero Chiara o Alessandro Vitali (un Chiara in sedicesimo). Insomma… cosa diavolo leggere? Credo che la scelta cadrà, anche per economicità della scelta, sui volumi ancora intonsi ereditati. Ma il desiderio di evadere rimane.

E infine, la tele, la tibbù, la scatola (ora meno scatola, quasi quadro) malefica capace ormai di dispensare quasi esclusivamente schifezze (non ho abbonamenti, né Sky, né Mediaset). Credo che i programmi in chiaro siano studiati apposta per spingerti a cercare una pay tv, anche se qualcosa di passabile si trova ancora ed ogni tanto. Ma… Ma insomma, un bel film, uno scemeggiato come si deve (non parlo del solito M. se no il mio diventa il blog di Camilleri), ma un lavoro anche di teatro leggero o leggerissimo, un Brignano, un qualcosa che acchiappi… possibile? Niente? Mai? Quasi mai?

C’è una via di fuga da tutto questo, lo so. esiste il lettore DVD, ci puoi infilare qualsiasi cosa salvo i wurstelln o la pizza quattro stagioni e nemmeno è necessario passare le giornate in preda a crisi di indecisione da Fnac, Mondadori e chi più ne ha più ne metta. Il metodo esiste, si sa… Ma… ma avere in pratica uno scaffale virtuale con tutti i titoli possibili e immaginabili, qualsiasi genere, qualsiasi interprete, qualsiasi epoca, qualsiasi… tutto… questo alla fine aiuta? Nemmeno per sogno. O meglio, non aiuta me, che tanto per cambiare più cose ho a disposizione meno so orientarmi nella scelta di qualcosa che mi soddisfi.

Consigli, suggerimenti, indicazioni, o l’indirizzo di un buon psicoterapeuta, sono sempre graditi.

Ionnighitar

… Musica !!!

Beh direi che i tempi sono maturi. Nel primo post del blog, quando mi sono presentato ai miei tre lettori (mi pare di essere come Collodi, che si rivolgeva ai suoi “tre” lettori, immaginando e credo sperando che invece fossero tre per modo di dire. I miei penso arrivino a tre per grande magnanimità ma dubito che troveranno in futuro più di altrettanti emuli), ho accennato al CD inciso dalla mitica B Band. Devo dire, o meglio ribadire, che è stata una grande soddisfazione lo scrivere il testo, il suonare in pubblico una canzone un po’ anche mia e soprattutto il vedere la gente che se ne andava a casina, alla fine della serata di presentazione, con il suo bel ciddì corredato di copertina magistralmente progettata e realizzata dal sottoscritto. oltretutto, a dirla fino  in fondo, mi pare che ‘interno della copertina, che solo pochi eletti possono consultare, mi è venuta forse ancora meglio della parte esterna. Ma tant’è.

Resta però ancora una questione non affrontata, che voglio rispolverare adesso. Un’altra grossa, grossissima soddisfazione, o forse sarebbe più corretto chiamarlo piacere, è stato il vedere assemblato un video, composto da una sequenza di immagini a tema, da parte di Carolina, che secondo me ha una dote naturale per queste cose e che forse dovrebbe cercare il modo di sfruttarla al meglio, visto il risultato raggiunto anche con altri temi conduttori.

Ora, esistendo questo filmato che impazza su youtube, al pari del concerto dei Dire Straits con Clapton o di una fantastica session con Eric, Knopfler e Nathan East, ma vi pare che potrei esimermi dall’inserire il filmato nel mio blog personale? Una sola cosa potrebbe impedirmelo: il non aver capito un accidente di come si debba fare per creare il collegamento con youtube. il che, date le mie conoscenze approfondite del web è tutt’altro che improbabile. Ci provo. Alla peggio fate finta di averlo visto e ascoltato… poi quando mi impratichisco magari rimedio.

A proposito, dimenticavo una cosa fantastica, sempre a proposito del pezzo targato B Band, anzi due: la prima è che Davide prima di procedere alla masterizzazione e alla stampa delle copie ha mandato il pezzo (il rough, il grezzo) in America. In Americaaa, anche se non mi ricordo più se California, New York o dove diavolo. Insomma, l’ha mandato per la pulizia straprofessionale delle tracce audio in uno studio che tra gli altri so che prepara anche i dischi dei Coldplay (scusate se è poco). La seconda cosa che ha dell’incredibile è che il pezzo è stato messo in vendita (e lo è tuttora) su I-Tunes Store… anche di questo, vogliamo parlarne?

Adesso non stiamo a fare i fiscali… ho detto che è stato messo in vendita, non che sia stato venduto. però sta di fatto che un paio di recensioni positive le ha pure ricevute. Se non lo dite in giro, ho la vaga impressione che i commenti siano di Fabio (l’autore) e di Dave (il coproduttore), ma questi sono dettagli e che diamine… mica si può sempre andare a guardare il pelo nell’uovo no?

Bene, se riesco a collegare il file, buon ascolto a chi non l’ha mai ascoltato. E portate pazienza invece se già ce l’avete fuori dagli occhi.

Ionnighitar

Sarà bene che mi presenti

Bene. Se già siete passati dalla pagina di inizio sapete che questo è un blog e non uno stiracalzoni a vapore ma il resto è per voi mistero. Tutto sta a vedere da dove cominciare.

In primis, il chitarrista in erba che accompagna il testo di apertura e che funge da avatar (così ho letto, senza capirne il significato ma mi adeguo) per questo blog è quello che ho battezzato ionnighitar, cioè in pratica il mio alterego. Che c’entra? C’entra. Intanto perché è chitarrista come me… vabbè, diciamo che suono la chitarra, più che altro: essere chitarrista è altra cosa. E poi è il personaggino che ho scelto per creare la copertina dell’unico CD che la mia band, la B Band, per la precisione, ha inciso un bel po’ di tempo fa. Grande soddisfazione, cavoli!!! Anche perché, più o meno, il testo della canzone (già, era un CD monopezzo), l’ho scritto io e – a meno che io non sia circondato da una massa di adulatori che cercano di salire in graduatoria nell’elencodei miei eredi futuri – pare sia piaciuto. A me sinceramente piace molto di più la musica (il pezzo si chiama Musica, guarda caso), che è farina del sacco del “Grande Fabio” e che è stata magistralmente arrangiata da Davide & Dave, simpaticissimi professionisti che mi dispiace sinceramente di non vedere da troppo tempo. Quanto alla band… beh, io l’ho sempre vista come una schiera di comprimari, me compreso, che da soli non sarebbero andati da nessuna parte se non seguendo come un guru “The Voice”, leader, anima, frontman, trascinatore di folle e di gregari: l’architetto. LUI. Voce unica e magica, emozionante e graffiante, perfetta. Ci siamo divertiti un sacco, grazie a noi stessi ma molto spesso spinti da lui. Giudicando folli le sue proposte di esibirci in pubblico ma poi segretamente apprezzando e godendo la scarica di adrenalina che ti viene quando un pubblico (sempre selezionato soprattutto pescando tra i meno titolati a dissertare di musica) si spella le mani a furia di applaudire.

Sensazione impagabile. Più che altro perché ti dà un’idea di quello di cui sono capaci gli amici pur di compiacerti e farti sentire in gamba. A proposito, un po’ in ritardo, ma grazie per ogni applauso, complimento, gratificazione. meglio tardi che mai, no?

Chiarita l’identità del pupo chitarrato, brevemente un accenno alla mia. Ho qualche anno di più di lui (gli zeri non contano), come già detto adoro scrivere, ho purtroppo un sacco di tempo libero,che preferisco dedicare a queste divagazioni piuttosto che a guardare per aria, mi piace leggere, sono un adoratore ossessivo di Eric Clapton e di Mark Knopfler, giusto per citare i primi due, ho avuto nella mia vita, come tanti, una serie di fortune e sfortune, vicende tristi e momenti piacevoli, alti e bassi. Ma ho ricevuto un dono di cui non so bene chi ringraziare. E’ un dono fatto di carne e d’ossa, un dono triplo, in parte trovato lungo il cammino e in parte nato dalla perfetta collaborazione con la prima componente del dono. Insomma, non si fanno nomi qui dentro, se non riferendosi a personaggi famosi. Ma Ch…, Giaco, Caro, questi sono i miei doni più preziosi. Questi, e alcuni amici veri che nel tempo sono riusciti a farmi capire senza darmi spiegazioni cosa significhi un amico vero. magari qualcuno che senti una volta all’anno ma che è come se l’avessi sentito dieci minuti prima. Posso lamentarmi di questo? Direi proprio di no.

ionnighitar