Wolfe, dove sei?

Mi reinvento critico televisivo, o meglio spettatore criticone, che è più vicino alla realtà. Per affrontare un altro rifacimento televisivo, profondamente diverso dalla serie di Montalbano in quanto a sé stante rispetto a qualsiasi altro precedente, ma con una cosa in comune con quello, a mio parere: la totale ed assoluta mancanza di pathos (e altro).

Ammetto, ci si fa sempre condizionare dai personaggi che si sono visti per primi, che per giunta hanno incontrato il nostro favore e la nostra approvazione. E’ difficilissimo scalzarli da quella specie di Olimpo personale in cui andiamo a collocarli convinti di aver trovato il meglio del meglio per i secoli a venire. Quindi, ammetto qualsiasi obiezione intesa a darmi del prevenuto. Però, santo cielo… Wolfe, sto parlando di Nero Wolfe. Che, oltretutto, a parte l’interpretazione della coppia Buazzelli-Ferrari di buona memoria, ha anche avuto altre versioni d’oltreoceano in cui almeno dal punto di vista dell’immagine calzava decisamente meglio con il personaggio creato da Rex Stout.

Ho letto parecchi gialli di Stout, altrimenti non azzarderei questo parere, e sulla base delle impressioni ricevute, oltreché naturalmente del condizionamento visivo e televisivo, ho sempre pensato che Tino Buazzelli fosse nato per interpretare Wolfe. E in parallelo credo che una scelta migliore di quella caduta su Paolo Ferrari per intrerpretare Archie Goodwin non si sarebbe potuta fare. Wolfe mastodontico, lento nel movimento ma tremendamente rapido e pungente quanto a intuito e intuizioni. Originale, quasi folle o maniacale sia nella sua passione per le orchidee, sia per la racccolta dei tappi di birra a testimonianza delle quantità ingollate in una settimana. Adoratore della buona tavola, arguto, austero ma anche sottilmente ironico e sarcastico. Buazzelli: perfetto.

E Goodwin-Ferrari, scanzonato, apparentemente leggero ma straordinariamente efficiente, fondamentale per Wolfe anche se questo non lo avrebbe mai voluto riconoscere. Ferrari aveva una cosa che spiccava, oltre alla bravura, aveva classe. E la trasfondeva nel suo personaggio a metà tra la faccia da schiaffi e il perfetto e scrupoloso detective. Ancora una volta, nella vecchia versione il cast era di alto livello. Il cuoco, Fritz Brenner, interpretato da Mimmo Craig, gli aiutanti occasionali, Saul Panzer, Orrie Cather… e non ci si può dimenticare né l’ispettore Cramer (non era parente di Gorni) né il sergente Purley Stebbins. Ambientazione perfetta, anche se al novanta per cento le riprese erano nello studio di Wolfe, che avrebbe benissimo potuto trovarsi a Zelo Surrigone o Bonate Sotto. Invece era a New York, e la cosa si percepiva comunque.

E adesso? beh, adesso, questa sera, il secondo episodio rimaneggiato e oserei dire violentato (almeno, il primo lo era). Ambientato a Roma… grandioso, con Wolfe in esilio per consentire una scenografia più casalinga (mamma Rai non si smentisce mai, il che fa anche rima). Per fare un esempio pratico, la vedo come se si rifacesse una serie dei Cesaroni ambientata a Bellinzona o a Dusseldorf… sarebbe certamente una scelta azzeccata. I personaggi? Wolfe è Francesco Pannofino. Che dire? Buona volontà, si vede. Un grande doppiatore, si sente. Non lo stroncherei, ma… mi spiace, non è Wolfe. Al suo fianco c’è Goodwin. Oggi è Pietro Sermonti. Se il primo non è Wolfe, quest’ultimo non è e basta. Non posso commentare. Non gli trovo niente, ma niente significa niente, che possa far pensare a Goodwin. La classe? Per carità. La verve? Stendiamo un velo pietoso. Il fascino? Non pervenuto. Quanto alla recitazione… Ecco, questa è in linea con la classe, la verve e il fascino direi.

Degli altri c’è davvero poco da dire. Poliziotti e contorni vari sono da disperazione. Le comparse inesistenti. Forse, dopo un primo choc dovuto alle origini partenopee, salverei il cuoco, che non ricordo come si chiami né so chi ne sia l’interprete. Ma se non altro ha un che di professionale, anche se non ho capito se come cuoco o come attore. Credo si intuisca che il primo impatto per me è stato profondamente deludente. Ci sarà un riscatto questa sera? Tutto è possibile, ma per come la vedo io la sola possibilità che un riscatto ci sia dipende dal fatto che qualcuno rapisca qualcun altro e ne chieda soldini in cambio. Altre possibilità, sinceramente, non ne vedo. Ecco, quello che c’è di buono è che Wolfe potrebbe darmi un nuovo spunto per sproloquiare a ruota libera.

Ionnighitar


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