Va bene, lo ammetto

Non era previsto un post questa sera. Manca come al solito l’ispirazione, mancava quasi il tempo, poi tra una cosa e l’altra… zac, ti ritrovi a dover scrivere, anche solo buttar giù due idee in croce. Aiutato probabilmente da qualche vaga eco che mi arriva dalle proiezioni sulle elezioni e su una serie di dichiarazioni pre-elettorali provenienti dalle direzioni più disparate. Che, se non fosse che sono sostanzialmente tragicamente preoccupanti e vuote, potrebbero quasi essere lette in chiave umoristica e diventare delle gag irripetibili (e involontarie, ovvio).

Questo, unito a tutta una serie di eventi, avvenimenti, episodi, considerazioni, scambi di idee, scambi di incomprensioni che stranamente negli ultimi quattro o cinque giorni sembrano essersi concentrati sopra il mio microcosmo, volgarmente la “nuvoletta di fantozzi”, mi obbliga a fare una confessione. Si dice outing? Facciamo outing. E lo facciamo a tutto campo, senza pietà per il passato, senza volersi nascondere dietro un dito. Siete pronti al mea culpa? Lo dico e non mi sognerò mai di negarlo, pur ammettendo che sto per denunciare un difetto insopportabilmente odioso, impietoso, per nulla caritatevole e, mettiamocele tutte, anche tremendamente presuntuoso. Vado?

Non riesco più a sopportare la stupidità. Non la ammetto. Non la accetto. Non la giustifico. Non la copro sotto uno strato di affetto o di comprensione, o di qualsiasi buon sentimento che invece dovrei mostrare verso il mio prossimo. Non sopporto la stupidità. Passerà, per carità… Magarai quando mi renderò conto di essere almeno stupido quanto chi oggi ritengo particolarmente stupido (ed è una schiera). Ma oggi è così. Se volete lapidarmi, ecco qui. Me la sono andata a cercare. Ma resta il fatto che verrò lapidato mostrando verso la stupidità qualsiasi tipo di sentimento e disposizione d’animo che non comprenderà nemmeno l’ombra della benevolenza. Ecco, mi andava di dirlo. Adesso torno a vedere chi ha vinto le elezioni, anche se temo fortemente che le avranno vinte tutti e nessuno, as usual. So per certo chi ha perso: noi.

Ma tranquilli… Domani il vilipendibile parte per Berlino. Ha appuntamento con la maestrina (oddio…. maestrina….), insomma ha appuntamento per farsi dettare l’agenda da tenere nell’immediato futuro. E di come hanno votato gli Italiani, chissenefrega?

Ionnighitar


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