Tempo tiranno…

Eh sì, mannaggia. Tempo tiranno. Son finiti i giorni delle riflessioni riflessive, delle divagazioni vagheggianti (o vaneggianti???), dei ricordi e del rispolvero delle cose belle da fissare per l’eternità nel blog.

Finiti perché sono sempre di corsa e molto spesso, come già ho avuto modo di accennare (accennare è un eufemismo) tanti degli entusiasmi che mi affollavano la mente e la ingombravano magari a mo’ di cantina o solaio in perenne disordine se ne sono andati. Già ho detto dell’acquerello, uffa. Ho album, pennelli, colori nuovi di pacca e per far che? Quando mi ci metto a tentare di far finta di cercare di imparare? Va’ a saperlo.

per di più da qualche giorno mi sono messo, un po’ per volta, a rate, a spizzichi e bocconi, a preparare qualche foto che vorrei ficcare in una nuova galleria di immagini, non tanto per autocelebrazione, perché mi sa che c’è proprio poco da autocelebrarsi, quanto per puntiglio e sottolineatura di una incorllabile convinzione di qualcuno che mi conosce dacché portavo le braghette corte (pensate che carino!!!) e che a volte, con le sue certezze impossibili da scalfire circa la mia vita, i miei trascorsi, il mio passato, riesca adddirittura a farmi dubitare del fatto che quello che io ricordo come mia passato sia davvero il mio. Vuoi vedere che sono schizofrenico e mi sono appropriato dei ricordi d’infanzia di Van Gogh o (magari….) di Eric Clapton?

Ecco, sul fatto che io suonicchi la chitarra, o che comunque ci abbia avuto a che fare nella mia vita, il personaggio prigioniero dei dogmi di cui parlo non ha mai dubitato. Di tante altre cose invece sì. E mi ha stupito… Ho scoperto in età avanzata di aver fatto, o peggio non fatto, cose di cui invece lui ha certezze incrollabili. Ah, l’amicizia, cosa ti fa fare… Lo lascio dire. Se lui è convinto perché disilluderlo? Un esempio stupido? recentemente ho scoperto che da ragazzo le mie moto preferite erano tutt’altre rispetto a quelle che io ho sempre ritenuto essere le mie preferite. magari ci avrei guadagnato… io in buona fede credevo di essere affascinato dai modelli “scrambler” inglesi. Lui ha deciso che non era così. Che fare? Arrendermi e sentirmi una vittima della demenza senile?

Beh, stavo dicendo piuttosto, giorni fa chiacchierando si parlava di disegni, quadri, divertissement senza pretese di cui tra parentesi voi lettori affezionati siete già stati resi edotti.

Ve la immaginate la mia delusione quando da lui, sempre da lui, mi sono sentito dire con tono perentorio e totalmente scevro dal minimo dubbio: «Ma tu, quando mai hai disegnato? ma quali quadri? Non hai mai fatto un quadro in vita tua». Per la miseria, mi sono sentito spaesato, frastornato, confuso… Ho cominciato a chiedermi: «Ma chi sono io, da dove vengo, dove vado? E ho una famiglia? Ho un dentifricio? sarò mica così scemo da aver comprato quei disegni a matita, quei piccoli quadri a olio evidentemente di scarsissimo valore che a fatica sono riuscito a far accettare alle pareti domestiche che si ribellavano sotto i colpi del martello?»

Poi, riacquistato un barlume di lucidità, mi sono aggrappato ai ricordi, o forse più che altro alle firme che ci sono quasi sempre in basso a destra… a me pare siano firme mie. Vuoi vedere che in trance ho dipinto o disegnato io ste robe e lui non ne è mai stato messo al corrente? Mi sono sentito meglio, davvero. E allora, anche se vi avverto che non c’è proprio niente di buono da aspettarsi, con calma, pian pianino, vedrò di schiaffare da qualche parte nel blog anche le foto di quadri e disegni. E che cavolo… Che non siano opere d’arte sono il primo a riconoscerlo. Ma che siano inesistenti mi secca un po’ doverlo ammettere. O sbaglio? vediamo… se riesco ne metto qui almeno uno. Ma non garantisco. E’ tardino e devo sbaraccare la postazione. Ci rivedremo, comunque, in galleria. La mia, quella delle mie opere, non quella del Frejus o quella dei Giovi, che per di più puzzano e magari sono pure scarsamente ospitali.

Ionnighitar

Nel mio immaginario, Giaco, io ed un gabbiano di cui non conosco il nome. Intenti ad ammirare un tramonto non si sa dove, non si sa quando.

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