Strana faccenda il blog

Il blog, questo sconosciuto. Rimasto allo stato letargico per mesi dopo alternanze di phrenesia scriptoria e di pause da mancanza di ispirazione, si è risvegliato per celebrare il successo di Ruggine, a Bologna, e di G. in particolare. Adesso mi trovo in una condizione strana di iperattività digitativa per cui rischio di imbrattare la tastiera di dentifricio, visto che manca poco che scriva anche durante le pause dedicate all’igiene orale. Fortunatamente ho deciso di lasciar crescere la barba acciocché per la strada mi scambino per Ernest Hemingway, altrimenti avrei riempito gli spazi tra tasto e tasto anche con la schiuma da barba (a pennello).

Beh, e la stranezza citata dove sta? Sta nel fatto che, in primis, mi sono fermato a riflettere che non tanto tempo fa, diciamo una ventina di anni fa, sarebbe stato fantascientifico pensare di scrivere le proprie considerazioni e rischiare che un lettore sconosciuto in Papua Nuova Guinea potesse leggerle in tempo reale. In secundis mai mi sarei immaginato che l’ispirazione per scrivere dell’altro, fatti miei ma anche, magari, divagazioni a ruota libera e sulle ali del nonsense (per cui vado pazzo), mi venisse da qualcuno che non conosco, che non so chi sia (so che hai cancellato in un gesto i sogni miei non c’entra, è un testo di Mina), ma che leggendo il blog e commentando ha acceso involontariamente una miccia.

La prima sorpresa l’ho avuta l’altra sera, quando mi è arrivata, trasmessa dalla pagina “contattami” del blog, la mail di una gentilissima signora che non so bene come e perché si è trovata a leggere un mio post del pleistocene in cui mi abbandonavo a dolcissimi e teneri ricordi di estati passate in quel di Champoluc, una volta vero paradiso ai piedi della catena del Monte Rosa, ora rinomata e ingolfatissima meta di un turismo di massa e di semi-élite.

La signora, gratificandomi di complimenti che mi hanno fatto fare la ruota come il pavone e gonfiare il petto come il tacchino ripieno del thankgiving’s day, ha apprezzato in quello che ho scritto la capacità di riportarla a ricordi anche per lei teneri e piacevoli. Anche lei era, evidentemente, bimbetta come me a quei tempi. O meglio, lei era bimbetta. Io, se non vado errato, non lo sono stato mai, ma insomma, ci siamo capiti. Sta di fatto che la mia descrizione dei luoghi, dei profumi, delle atmosfere, l’ha fatta tornare a tempi più sereni e le ha dato emozioni. Può esserci qualcosa di più bello per uno che scrive giusto per scrivere un po’ delle sue cose senza uno scopo preciso se non quello di dare sfogo alla sua passione più grande? Nein.

Ho risposto alla signora, che mi ha nuovamente risposto e, in questo palleggio di “ti ricordi, no, ma potrebbe anche essere”, mi sono tornate in mente cose che a brevissimo scriverò. Insomma, da un caso è nata una nuova ispirazione.

Seconda sorpresa. Checché si creda ho lettori o lettrici affezionatissimi/e da tempo immemorabile. Una di queste, oserei quasi dire la prima, che tante volte ha commentato con complimenti che non merito e che mi hanno sempre imbarazzato e il cui blog trovo tremendamente piacevole perché mi trasmette la sensazione di una bellissima chiacchierata davanti al camino o sotto un pergolato di uva americana, ha, appunto, commentato il recentissimo post su Ruggine. Anche qui ne è nata una specie di partita a ping pong di commenti e risposte. E anche qui è esplosa una nuova ispirazione. Richiede probabilmente un po’ più di elaborazione, perché… embè, se vi dico tutto prima che gusto c’è? Ma mi ha risvegliato istinti creativi che voglio, fortissimamente voglio, liberare. Vorrà dire che stavolta rischio davvero di perdere una buona schiera di lettori. Certamente i più seri e ligi a un rigoroso scrivere soltanto cose sensate e compassate. Correrò il rischio. Ma se nella creatività uno deve anche metterci le briglie è meglio che si cerchi un impiego in banca. O no?

E, in definitiva, posso non dire grazie di cuore alle summenzionate gentilissime signore? No. Non posso. Doppia negazione afferma. Ma non è doppia negazione, è rafforzativa…  Insomma, grazie davvero PRxT, grazie davvero, S.

Ionnighitar

P.S. Per la cronaca e per i fanatici delle statistiche, vi annuncio con una velata punta di orgoglio che questo che avete letto è il centocinuantunesimo (CLI) post della mia carriera di imbrattaschermi.


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