Statisticauto

Un post breve questa sera (sento già le risate… malpensanti che non siete altro, vi smentirò. Tiè). Devo fare una considerazione che già mi frulla per la testolina da mesi se non di più, ma che in questi ultimi tempi, caratterizzati dai miei bei sette chilometri di percorso urbano all’andata e altrettanti al ritorno dall’ufficio si è via via rafforzata, è aumentata a dismisura nella mente e nel fegato (soprattutto), al punto che non riesco più a contenerla e devo affidarla al supporto scritto.

Scripta manent. verba volant. Volant, appunto. In quanto devo parlare di automobili e più specificatamente di imbecilli al volante (imbecilli qui è da leggere in senso lato, sta per maleducati, furbetti, prepotenti, delinquenti, e, guardate un po’, stavolta derogo alle regole del bel dire, stronzi matricolati). Mi direte che come in tutte le cose si trova il buono e il cattivo. Vi rispondo che è tutta questione di percentuali, di distribuzione tra grano e loglio. Ma devo anche premettere, per non deludervi quando ormai vi sarete appassionati all’argomento, che non farò il nome fatidico, non citerò la marca che sto additando al pubblico ludibrio, nemmeno sotto tortura. Oddio, se minacciate di farmi sentire una canzone dei Pooh non so se potrei tener fede all’impegno, ma in sostanza, non posso, cercate di capirmi…

Ho amici, credo parenti e certamente conoscenti che viaggiano sotto l’egida di quel marchio. Come faccio a scoprire così le mie carte? Magari loro, proprio loro, fanno parte dei quattro virtuosi su settemilioni che, nonostante il marchio, guidano come persone ammodino, educati, rispettosi delle regole, rispettosi del prossimo… Quindi, per cortesia, non insistete. Vi concedo questo, perché sono magnanimo. Se qualcuno ha qualche idea e magari condivide per diretta esperienza questa particole opinione sui guidatori di …… può sempre lasciare un commento al post. Poi vediamo se sono io fissato o se si tratta di statistiche.

In verità c’è sempre stato, a periodi, un marchio caratterizzante. Un tipo di auto che guarda caso o finiva in mano a degli imbecilli o trasformava in imbecilli chi vi si fosse seduto al volante. Credo che l’avvento del turbodiesel sia stato una specie di spartiacque: finalmente i piloti di diesel potevano godere l’ebbrezza della velocità e della potenza che prima era riservata ai “benzinisti”. Peccato che restasse il problema della ripresa, che li costringeva a non rallentare mai, nemmeno quando stavano per entrarti nel baule, perché avrebbero poi dovuto sudare per recuperare terreno in caso di tuo spunto. Ne avrebbe risentito il loro amor proprio.

Tanti anni fa credo che campioni in questa specialità fossero i piloti di Golf GTD, ma anche molte Mercedes non scherzavano per niente. Poi, cosa volete, il tempo, l’abitudine, il tran tran (in città anche i tram), portano all’assuefazione, finisce che ti spengono i bollenti spiriti e ti ritrovi senza nemmeno accorgerti a guidare come un pilota di seicento multipla (intendo quella vera, degli anni 50, che a Milano era soprattutto retaggio dei taxi verdi e neri).

Oggi invece esiste un marchio, diffusissimo, e direi anche di prestigio, che mi dà da pensare. I casi sono due, come dicevo. Il primo, più plausibile, è che sia così di prestigio da indurre chi vi posa le natiche e impugna il volante a sentirsi il nuovo unico e solo padrone della strada, dell’autostrada e delle rotatorie in senso orario e antiorario. Dal che derivano sorpassi a destra, strombazzamenti, tagli di strada, manovre azzardate che non so se siano più stupide o più criminali. E chi più ne ha più ne metta.

Il secondo, più intrigante e più inquietante, è che la cosa funzioni così: il signor/la signora tal dei tali decide che avere un’…………. sarebbe il top (in Svizzera, come sapete, il tip-top). Cosa fa? Passa dal concessionario, questo mi pare il minimo. Ma là dentro trova un addetto che in un certo qual modo lo esamina, gli fa una specie di colloquio di assunzione, ne sonda capacità, possibilità e potenzialità. Se non lo trova idoneo gli valuta il suo usato sette euro e ventidue cents e lo invita a rivolgersi alla concorrenza. Se invece trova che sia abbastanza stronzo lo circuisce, lo addolcisce, lo ammalia, lo coinvolge… Lo fa sentir parte di una grande eppur ristretta cerchia di adepti che, forti della loro imbecillità, possono, anzi devono sedere al volante di un’………

Esagerando avevo anche pensato che ci fosse una specie di scuola/campus per l’addestramento degli imbecilli in zone inesplorate e sconosciute anche ai satelliti più sofisticati. Mi pare troppo. Forse bastano una decina di lezioni di perfezionamento alla bastardaggine su strada e il gioco è fatto… Ecco formato il perfetto pilota di …….. Dai, non insistete. E poi, in fondo, so per certo che qualcuno (pochissimissimi) dei possessori di …. che conosco non sono del tutto così (o almeno non me ne sono ancora accorto). Bene. Detto questo (non sono stato breve, per inciso, avevate pensato giusto), vi lascio col dubbio, ma questa volta per davvero. Non posso permettermi di perdere delle amicizie o farmi detestare più del lecito.

Posso venirvi incontro. Non stavo parlando di Jaguar. Non stavo parlando di Bentley. E soprattutto, non stavo parlando di Aston Martin. Il mio sogno. Il mio tip-top. Nonostante la mia scalchignata e supersofferente Polo sia, fino a nuovo ordine, la macchina più comoda, fedele e confortevole che ci sia. Vi abbiamo presentato un tipico esempio di bugia pietosa volta a nascondere il rimpianto per qualcosa che è passato, che è stato davvero il tip-top e che non tornerà più, ma ci ha lasciato tanto affetto nel cuore e nel piede dell’acceleratore. Saluti belli. E soprattutto.. state attenti quando vedete un’…….. Già, è una parola, ce ne sono talmente tante che fingere di non vederle sarebbe un bel problema.

Ionnighitar


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