Saltare l’ostacolo

Una considerazione lampo (non cominciate a ridere. Lo so che non so fare interventi-lampo). Insomma, cercherò di essere conciso (ho detto conciso, non cominciamo con le spiritosaggini).

Vogliamo dire “tout passe, tout casse, tout lasse?) sempreché sia scritto correttamente… Nella vita, nella mia vita ma di sicuro anche nella vostra, capita che un rapporto, a volte di amicizia, a volte di lavoro, a volte qualcosa di molto, molto più serio (questo per fortuna non l’ho sperimentato o quasi), si esaurisca, si spenga, venga a mancare. E molto, molto spesso, prima che questo succeda si attraversa una fase di logoramento e di senso di timore misto alla naturale diffidenza verso l’ignoto e verso il cambiamento di abitudini che spesso diamo per scontate ed immarcescibili. Ci si creano (io me le creo) delle angosce, dei problemi, accatasto una valanga di dubbi e di insicurezze che potrebbero stendere un elefante.

Beh… posso dire che è una cosa estremamente stupida? Anzi, facciamo così: lo dico, e lo dico a me stesso, che sono il primo pollo a cascare in questa perversa spirale di insulse elucubrazioni mentali.

Vado per esempi, che mi vien più facile. Premettendo che in passato mi è capitato di cambiare lavoro e sembrava dovesse cascare in mondo, che invece è ancora qui, il mondo, inquinato da Monti e Napolitano, ma è ancora qui. Vent’anni fa… forse qualcosa di più, come molti sanno ho affrontato un salto nel buio. Un lavoro senza basi, un lavoro che aveva il solo pregio di piacermi ed appassionarmi. Per reciproca convenienza ho cementato nel tempo una collaborazione con qualcuno che ho però sempre mal sopportato.

E non ho mai perso l’occasione di sperare o di sognare di poterlo mandare…. esattamente dove avete pensato. Frenato però dalla fatidica domanda: «Già, e poi…???» Così facendo credo di aver inghiottito e digerito tali e tante palate di schifezze, di aver subito tali e tante scorrettezze, di aver sopportato angherie, sfruttamenti, soprusi, che avrei dovuto rispondere alla citata domanda con la sola risposta intelligente: «… e poi chi se ne frega. Si volta pagina, si troverà qualcos’altro».

Questo, credo, alla fine vale per tutto. Ci si blocca, si pensa al dopo, alle conseguenze, ai perché e ai percome… Finche si arriva, magari senza accorgersi, alla fine della corsa. Si resta frastornati. Ci si sente un po’ sbattuti qua e là e non si pensa che, in fondo, si è arrivati là dove da tanto tempo di voleva arrivare.

E allora…. quando succede diciamoci che perdere qualcosa o qualcuno in certi casi è come vincere un terno al lotto. Magari frutta di meno, ma se non altro ci risolleva da una melma dalla quale è bello sentirsi risciacquati.

Per l’occasione, anche se non c’entra un accidente, voglio mettere qui un brano della Dave Matthews Band che adoro. Chissà che finisca col piacere anche a qualche lettore del blog. hai visto mai?

Ionnighitar


Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.