Ruggine, Bologna, tertium non datur

Mi ripeto? Dunque, in primis non avete ancora letto niente, quindi mi pare prematuro sparare certe affermazioni calunniose, secondo, quand’anche voleste confermare il concetto alla fine del post, vi confesso (sottovoce, nell’orecchio) che è assolutamente vero ma che è altrettanto pacifico che non me ne vergogno né me ne faccio un problema. Di chi è il blog? E allora?
Posso dire che sono orgoglioso? A parte che in sostanza vale anche qui il concetto di cui sopra, vorrei vedere voi al mio posto a non esserlo. Manterreste un aplomb di stampo inglese? Una freddezza teutonica? Questa no, facciamo finta di non averla detta perché, soprattutto negli ultimi tempi, sto diventando intollerante se non allergico al teutonicesimo.

Insomma, siam qui un’altra volta a parlare di Ruggine, per i distratti, prendano nota, vicolo Alemagna 2/c Bologna. Avete presente quella con le due torri (famose due, poi ce ne sono alcune decinaia se non di più sparse in ogni angolo)? Quella che produce in pari misura tortellini e musicisti, salumi e simpatia. Quella che mi ha stregato, che mi piace sempre di più, che ci vada o meno fa poca differenza. Quella che ha un’architettura che apprezzo all’inverosimile, con edifici rossi di mattoni, di cotto (adoro il cotto. Ma per la verità anche il crudo, la bresaola e la coppa). Vabbè, Bologna, quella che in sostanza è nel centro esatto del centronord Italia e che una montagna di persone, anche ultraacculturate, anche iperesperte di viaggi, per lo più esotici (ho detto esotici, sempre lì a pensar male!!) non hanno mai visto.

Intendiamoci, non sto facendogliene una colpa. sapeste quante città italiane più che famosissime e di un’importanza capitale io non conosco… Ma mi consolo con Bologna. E la consiglio. Poi fate un po’ quello che vi pare. Per i fortunati e saggi che vorranno tenere in giusto conto i miei suggerimenti, e qui, non per campanilismo o, peggio, aspirazione alla disunità d’Italia, mi rivolgo principalmente a chi è più probabile che finisca a passare da Bulegna. Poi se di questo vuol tener conto anche qualche abitante di Pantelleria, di Mazara del Vallo o della Val Senales, ben venga. Vorrà dire che avrò dato loro modo di apprezzare in modo particolare questa trasferta.

Torniamo a bomba. Con qualche indicazione topografica. Le due torri (Asinelli e Garisenda), si vedono e soprattutto si riconoscono abbastanza facilmente. Andateci, che vi aspetto e vi guido da lì. Ci siamo? Ecco, adesso date le spalle alle torri tenendovi sulla sinistra Strada Maggiore e dritto davanti a voi avete Piazza della Mercanzia e poi, d’infilata, la Via Castiglione. Fate quel pezzetto di Piazza della Mercanzia e, piegando a sinistra (poco poco), vi trovate in Via Santo Stefano. Siete sulla strada giusta. Occhio che da quelle parti pascola un ex presidente del consiglio (tutto rigorosamente minuscolo) che ha a che vedere con un salume tipico di Bologna. Se doveste disgraziatamente (per voi) incontrarlo, non venite a dare la colpa a me. Dipendesse da me soggiornerebbe in Siberia o, meglio, al centro del deserto del Gobi. Senza bussola né borraccia dell’acqua. Legato e nudo (miii che schifo!). Ah, e anche senza bici. Tiè.

Dai che stiamo divagando. Andate dritti per un centinaio di metri, neanche, e state attenti. Dovete entrare nel vicoletto a sinistra appena prima di arrivare nella Piazza Santo Stefano. Ah, dopo, quando uscite, andatevi a vedere le sette chiese, che poi sono sette in una, come una matrioska, perché ne vale davvero la pena. E fidatevi, una buona volta.

Eccoci qui. Vista quella specie di portone vetrato dipinto di grigio subito dopo il dehors di un ristorante che non ricordo come si chiami ma che al momento non mi interessa? Ma sì, quel portone senza insegne, con una specie di panchetta e un tavolino rotondo fuori… insomma, una dependance all’aperto poco pretenziosa. Questo, signori e signore, è il già nominato, presentato, incensato Ruggine. Locale di tendenza ma, mi par di capire, non da farfalloni modaioli e pronti all’intruppamento, all’esaltazione effimera e al facile oblìo come succederebbe se fosse a Milano (eccoli qui i vantaggi della metropoli).

Dunque, da che parte arriva l’orgoglio del paragrafo due? Ragazzi, ma siete distratti mica da ridere eh? Devo scriverlo in sanscrito con inflessioni bergamasche che lo chef nonché consocio dell’intrapresa è sangue del mio sangue? Carne della mia carne? Sono previsti, in ogni caso, anche menù vegetariani.

Allora, vi ho già raccontato per benino. Vi ho anche messo una sfilza di foto tempo fa, in modo tale da documentarvi che non stavo farneticando né raccontando bubbole. Non sto nemmeno a dire che qualche giorno fa il locale è stato citato dal Resto del Carlino (infatti non lo sapete ancora) e che è stato osannato su un sito che è un magazine online di viaggio, arte, cibo, chiavi usb nei muri e cultura (l’ho copiata, non è mia). Comunque il sito si chiama NUOK (http://www.nuok.it/). Andatelo a vedere perché spiegarlo è troppo complicato. Sta di fatto che se non sapessi che quello che è scritto è stato scritto spontaneamente, mi verrebbe da pensare che sia stato commissionato dai quattro moschettieri di Ruggine. E non è così. Ci metto… Ci metto.

Poi, incuriosito, un po’ gasato, ovviamente stracontento per queste recensioni del tutto meritate ma altrettanto inaspettate, sono andato a farmi un giretto tra le note di Tripadvsor. Sì, va bene, lo so che spesso ci sono recensioni pilotate e magari autoprodotte. Ma in questo caso, per vedere se sono panzane o se riportano la verità c’è un modo semplice. Provate il venerdì o il sabato sera ad entrare al Ruggine senza esservi accampati lì fuori almeno alle quattro del pomeriggio. Non riuscite? C’è il mondo davanti a voi e magari anche davanti al portone? Ma va’? E come lo spiegate? Non sono entrati e tantomeno fanno parte dello staff né Charlize Theron né Brad Pitt. Neanche “il pupone” Totti. Neanche Vasco Rossi. Nemmeno, e qui mi voglio rovinare, nemmeno Eric Clapton, mannaggia. Quindi ragioniamo. Saranno tutti lì per un valido motivo o secondo voi son diventati tutti scemi?

Devo ricordarmi di dire ai ragazzi che si guardino bene, nel caso, dal fare entrare i Pooh perché rischierebbero di perdere tutta la clientela nel tempo di un battito di ciglia (finte).

Sta di fatto che su Tripadvisor… ma facciamo una cosa. Andatevele a vedere da soli e poi ne riparliamo. Ma, cosa ben più saggia e gratificante, andateci di persona. Scegliete magari un giorno o un orario in cui non ci sia tutto il resto di Bologna (e del Carlino). E, abbiate pazienza ma, anche se mi ripeto, anche se batto sul chiodo dell’orgoglio personale e della gioia per veder navigare a gonfie vele questo piccolo, grande locale, concedetemi per lo meno le attenuanti. Anche perché so, conosco molto bene e apprezzo, pur con un’ombra di apprensione, quali fatiche e quali sacrifici, soprattutto fisici, stiano dietro a questo straordinario successo.

Tenete duro, ragazzi. Siete stati e siete straordinari. E nemmeno un milligrammo del trionfo che state gustandovi è regalato o immeritato. E questo vi fa onore.

Ionnighitar


Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.