Rieccoci, Salvo! Ritornato/i.

Non è un errore. Chiunque mi conosca un pochino sa di me due cose fondamentali: primo, amo la forma di saluto “salve” quanto una foglia di fico d’india infilata nei boxer, quindi mai e poi mai l’avrei adottata. Secondo, sono un fanatico ammiratore del dottor Salvo Montalbano, commissario in Vigata, ma solo nel periodo della sua maturità. Infatti ho già avuto modo di rovesciare carrettate di disprezzo e disapprovazione sulla versione “giovanile” che spero venga dimenticata e bruciata come le pellicole dei migliori lavori RAI sparite sfortunatamente tanti anni fa in un quantomeno inopportuno rogo. (qui non sarebbe inopportuno e, cosa ben più grave, ho seri dubbi che le puntate del giovane Montalbano siano immortalate su pellicola. Quindi, in che sperare…???

Detto questo, è un dato di fatto che il vero, l’autentico, l’origginale Dottor Montalbano è tornato ad allietarmi i lunedì sera. sempreché altra attività che sembra essere in fase di rinascita (l’attività musicale della Band) non mi sequestri proprio tutti i lunedì sera, cosa assai probabile. Mi spiacerebbe dover rinunciare alle disavventure di Salvo, Mimì Augello e Fazio. Ho la vaga impressione, in questi ultimi episodi, che le altre figure si siano un pochino spemperate sullo sfondo, abbiano meno peso, siano sfumate. Salvo Catarella, che rivisto dopo tanto tempo mi è parso davvero un po’ troppo forzatamente plasmato a macchietta del commissariato. Continuo a nutrire la speranza che uno così non lo metterebbero nemmeno al centralino in un commissariato. Nemmeno a Vigata. Nemmeno se adesso pare che la sua occupazione principale sia quella di darsi anima e corpi (si sposta da una sedia all’altra per simulare i due giocatori) ai videogames. Ecco, catarella che sbatte la porta inavvertitamente perché origlia, ok, mi sta bene. Ma non esagererei. E mi è parso che stavolta invece abbiano esagerato.

Sublimi, come sempre, come in nessun altro lavoro, forse superiori addirittura ai protagonisti, i comprimari, le comparse, quelli che li vedi un minuto e poi spariscono. Ma che ti fanno sentire immerso in terra di Sicilia anche se non ci sei mai stato. E lasciatelo dire a uno che di questa condizione è portatore sano. Fantastici, sempre. E mi ripeterò fino alla nausea (vostra)… premio oscar a chi si occupa del casting.

E Livia?… Hehehehe, l’ho lasciata per ultima apposta. Livia… Ha cambiato faccia. Hanno cambiato attrice. Forse hanno capito che la precedente era una scassascatole con la faccia, gli atteggiamenti, i comportamenti da petulante e irriducibile stracciacose. E’ cambiata (l’attrice). Credo che in fondo in fondo il personaggio debba essere e restare nelle intenzioni di Camilleri quella che è sempre stata. Ma questa mi è parsa meno… meno… più… più… insomma, ha anche dato prova di dare la sua bella importanza anche al lato fisico del suo tormentato rapporto. Però mi sa che è anche leggermente più birichina. Sarà una sensazione, non lo so, ma se fossi in Salvuccio starei attento.

Lui, per contro, che in passato ha comunque avuto modo, anche se saltuariamente e con molte reticenze, di prendersi, diciamo, le sue piccole libertà mentre Livia era a Boccadasse, stavolta proprio ci è andato pesante con una morettona che lo ha concupito. Peccato che l’abbia fatto per i propri interessi e comodi e non perché si sia accorta che Salvo è attraente quasi quanto me. In ogni caso… Beh, comincio a pensare che i due forse è bene che continuino a vivere l’una affacciata sul golfo di Genova, l’altro con la spiaggia sotto casa rivolta verso l’Africa.

Vedremo il prosieguo di queste vicende (sempreché, appunto, la Band non mi monopolizzi). E il titolo? Quel titolo cretino che ho messo là in cima? Dai, lo confesso: in minima parte aveva anche l’intenzione di essere un gioco di p arole. E’ tornato Montalbano. Sono tornato anch’io. Da troppo tempo non scrivevo nel blog o per lo meno lo facevo con una cappa di piombo che mi appesantiva il neurone e le dita. Sono rinato? Per niente. Sono invecchiato, credo, e un bel po’. E se proprio lo volete sapere, oltre che non essere rinato non sono nemmeno Renato. Forse uno Zero sì, ma non Renato.

Ho intenzione, come cura, come passatempo, come sfogo, come…. chissenefrega del perché e del percome, ho intenzione di rimettermi a scrivere. Magari non come nei primi tempi, ma nemmeno una volta ogni tre mesi. Mi sei mancato, Blog. Però adesso, e lo sai, devo anche dannarmi l’anima per cercare di fare qualcos’altro che mi permetta di campare. E tu, anche se sarebbe carino, non hai il potere di procurarmi né pane né companatico.

Ma di servirmi da valvola di sfogo e di riconciliazione con l’universo, quello sì. E te lo riconosco. Quindi… A presto.

Ionnighitar


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