Quota 2.200

Eh già… nel pochissimo tempo che dedico al blog (e non sto a dire quanto la cosa mi dispiaccia ma chi mi legge credo che abbia capito che il NON scrivere è diventato una sofferenza) qualche volta mi capita ugualmente di passare a vedere se tutto è in ordine.

Che ne so, magari ho lasciato la tastiera in disordine, magari c’è qualche foto che spunta da sotto un cassetto, magari c’è affollamento di spam… In fondo in fondo farmi un giretto velosce velosce per controllare è paragonabile a una rapida occhiata allo sgabuzzino o alla stanza degli hobbies (e chi ce l’ha sta stanza???) per una supervisione rassicurante.

La verità, perché tanto lo so che non posso imbrogliare nessuno, è che mi affaccio per vedere se e quanti visitatori ci sono stati. Molto rarissimamente è possibile risalire a chi ha sbirciato (non sto a spiegare come si fa perché è complicato e non sarei capace di essere abbastanza chiaro), ma il più delle volte riesco a vedere che chi arriva qui o è passato da Google (per me ormai si chiama Gògel) digitando le polpetteditaccuino nello spazio della chiave di ricerca, oppure ci arriva perché è cascato incidentalmente su una immagine, magari su una foto che gli/le è piaciuta e… zacchete, dentro a sbirciare. Magari anche a copiarsi qualche foto. Il che se da un verso mi inorgoglisce, dall’altro un po’ mi scoccia. Ma se avessi voluto evitare questo tipo di inconveniente avrei aperto una bancarella di decori per torte, un distributore di zucchero filato o una stazione mobile di affilatura lame coltelli forbici, signora è arrivato l’arrotino e  l’ombrellaiooo. Non un blog.

So per certo di qualche aficionado. Non faccio nomi, ma so che passano. E non sono soltanto gli/le autori/trici dei commenti. No, no, lo so che c’è anche qualcun altro. Ma che io sappia che sono tanti, questo sinceramente no. Non ditelo in giro per favore, perché fa molto più “in” avere schiere di lettori che tre parenti o amici che vengono a trovarti perché sanno, perché ti leggono con piacere, perché vogliono farti credere che tu stia facendo qualcosa d apprezzabile. Comunque, meno male che loro ci sono, heheh.

Eppure ogni tanto, davvero, mi chiedo: ma chi diavolo avrà sbirciato oggi? Se sono arrivati qui passando da qualche immagine e non da una ricerca precisa, chi saranno? E cos’avranno fatto? Si saranno aggirati tra post e post dicendosi «ma tu guarda dove sono andato a finire»? Come? Dite che in fondo è cosa di cui potrei anche dire «chissenefrega»? Beh… in effetti mi sa che non avreste torto. Il blog è qui. Se piace piasce, se fa schifo, basta uscire. Sta di fatto che oggi, entrato a dare un’occhiata, ho visto ben 18 accessi (non ascessi, che sono un’altra cosa) e un totale di 2.200 post o pagine visitate. Ho detto dumiladuscento e confermo. Tanto tra poco sarò già stato smentito dal correre inesorabile delle cifre che aumentano vorticosamente.

Capperi, una bella cifra secondo me. Se si considera che: 1. Non sono su Facebook (uhmmm come lo adoro…); 2. Non sono su Twitter; 3. Ogni tanto mi capita di dire che ho un blog ma proprio e solo se sono in confidenza, se no mi vergogno… dai, datemi sta soddisfazione. Dumiladuscento contatti non sono pochissimi. Che c’entra che tanti altri (e non parlo di Beppe Grillo, di Antonio Di Pietro o di Rocco Siffredi) hanno milionaia di contatti? C’è il passaparola, ci sono le communities, delle quali io, da buon orso grizzly sto piacevolissimamente lontano, ci sono strani legami e intrecci e scambi di contatti e segnalazioni tra turbe di bloggers che si sentono, alla fine, una sola grande famiglia.

Ecco. Il punto è qui. Mi sa che a me di famiglia basta quella che ho (e non parlo di quella registrata all’anagrafe ma di quella che sento essere per me una famiglia). E’ fatta di parenti, di amici, di poche persone… E fatta di visitatori che senza saperlo mi fanno compagnia. Anche se non so quando passano. Anche se non so cosa leggono. Anche se non so se hanno spedito a tutti i loro amici e conoscenti la raccomandazione di entrare qui e leggere queste impagabili perle di saggezza. Però, cari miei, attenzione: il giorno in cui ogni accesso al blog dovesse fruttarmi anche un solo centesimo, senza che questo comportasse per voi impegno né spesa, sarete arruolati per portare al mondo la buona novella. O forse sarebbe più corretto dire la buona Polpetta? Au revoir. Mi sa che per questa sera di scemenze ne ho scritte già abbastanza.


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