Questione di gusti

Libri 1  Non che l’argomento mi tolga il sonno, ma a volte, in modo particolare quando si parla di letture o di cinema (non sono un cinefilo o, tutt’al più, lo sono in forma pantofolara, casalinga) mi capita di sentirmi un po’ un marziano. Alieno? Piantagrane? Polemico? Hai voglia… Insomma, mi è capitato una vagonata di volte di leggere qualcosa, dietro calda raccomandazione di amici/che lettori/trici o di abboccare all’amo del successo del momento e di provare un misto di delusione, rabbia e senso di ribellione che, se pur non rasenta la mia passione ormai conclamata per i Pooh, ci va vicino. Stessa cosa per i film. Per la miseria quanti ne ho visti che mi sono sembrati delle ciofeche orrende e magari erano in vetta alle classifiche del botteghino o passavano per il vero, solo, unico e nuovo capolavoro della cinematografia mondiale.

In base a queste premesse, che vanno integrate con la considerazione che abbandonare una lettura per me è peggio che farmi togliere un dente del giudizio, anche se qualche volta mi è successo (sia di abbandonare la lettura che di togliere il dente), capita che se una lettura o una visione mi risultano ostiche io mi cominci a interrogare sulla mia “normalità”. Internet però, a differenza di quella che poteva essere la situazione di qualche lustro fa, ti dà la possibilità di tastare il polso dell’opinione corrente, dell’orientamento “comune”. Poi, naturalmente, arriva il momento di tirare delle conclusioni e decidere se vuoi proprio sentirti un povero deficiente che non capisce niente e che più in là di Pinocchio o del Cuore non deve avventurarsi o, come mi succede son impressionante regolarità, fregartene di quello che pensa il prossimo e goderti in santa pace la legittimità del tuo giudizio personalissimo.

Tu guarda che premessa da mente contorta sono andato a imbastire… Tutto per dire un paio di cose, una rimasta in sospeso dal precedente post, l’altra per commentare una lettura conclusa più o meno un’ora fa. Giudizi in tempo reale (o quasi). Senza alcuna pretesa, ovviamente, se non quella di dare un suggerimento per qualcosa che mi ha affascinato e per prendere un appunto a mio uso e consumo e per futura memoria su qualcosa che mi ha deluso. La scelta più difficile è se partire dalla cosa buona o da quella che lo è un po’ meno. Boh, vado a capo e vediamo.

Prima il suggerimento, ho deciso. “Notte fatale”, Nelson DeMille (sento già le schiere dei soloni che per metà ridono e per metà storcono il naso inorridite. La terza metà non so cosa faccia ma mi importa pochino, direi). Vado a spiegare. Un po’ per la memoria corta, un po’ perché di disastri si sente parlare ogni due per tre, non ricordavo che la sera del 17 luglio 1996 fosse esploso nei cieli sopra Long Island un Boeing partito da NY, diretto a Roma via Parigi. Caso archiviato da FBI e CIA (cosa c’entri la CIA, poi, lo sa il Signore) come incidente da attribuire a guasto tecnico, senza scendere nei particolari, se no DeMille non mi dà la provvigione. Fatto sta ed è che uno dei soliti personaggi ribelli e incuranti delle convenzioni, ex poliziotto in prepensionamento assoldato quale consulente dall’antiterrorismo dell’FBI, comincia a ficcare il naso dove qualcuno non vorrebbe e a dispetto di avvertimenti, punizioni e diffide. È evidente che tutta la vicenda sia romanzata che più romanzata non si può, ma mi sono andato a documentare in rete ed ho ascoltato le testimonianze che contraddicono la versione ufficiale, ho visto i filmati che i testimoni oculari contestano alla CIA, insomma, ho investigato!!! Per scoprire, anche, che nel giugno o luglio di quest’anno si è deciso di riaprire il caso per cercare di vederci più chiaro (e senza insabbiamenti). A parte il fascino del romanzo d’azione che a molti può fare ribrezzo, l’ho gustato come una trattazione avvincente di una storia vera e questo, già in parecchie occasioni, mi fa apprezzare anche libri non indimenticabili dal punto di vista letterario. Non parlo del finale, ovviamente. Un po’ scemo lo sono di certo, ma non fino a questo punto. Posso solo dire che, per la distrazione nel leggere altri particolari che avrebbero dovuto mettere in sospetto un lettore più “volpino” di me, ho letto le ultime due o tre pagine con la mascella cascante per la sorpresa (e un po’ diciamocelo, per la delusione di non veder vincere sempre e comunque i nostri eroi sul cavallo nero. Bianco non mi piace). Fuori dalla parentesi, se no sono troppe, DeMille ha scritto anche altri romanzi che ho trovato piacevoli.

E veniamo ad oggi. Carlo Lucarelli. Avevo letto tempo fa un giallo a quattro mani, due di Camilleri e due del suddetto. mi pare si chiamasse Acqua in bocca, o qualcosa del genere, e non mi era dispiaciuto. Di Lucarelli avevo letto una raccolta su misteri rimasti irrisolti e anche questo mi era parso interessante e, soprattutto, leggibile. Mi sono buttato quindi, nella mia ricerca di titoli e autori che funziona un po’ come il domino, a rovistare e incamerare tre o quattro altri lavori di C.L. negli ultimi tre giorni ho letto, appunto Almost Blue. Una volta letta l’ultima parola mi è venuto naturale fiondarmi in rete e cercare di capire. Vedere se fossi davvero una voce fuori dal coro, rozza, non sufficientemente dotata per cogliere quanto di meglio la letterartura può darci e buona giusto per leggere i romanzi Harmony, o come diavolo si chiamano.

Beh, più o meno siamo lì. Ho letto recensioni entusiaste, lodi sperticate, pareri illuminati ed illuminanti. Non sono riuscito ad esserne illuminato. Nemmeno di immenso. Non mi metterò certo a scriverla io, una recensione. A che pro? Molto più semplicemente mi limiterò a dire che, nella mia limitatezza e arretratezza, continuo ad apprezzare un tipo di narrazione che risulti scorrevole, chiara, immediata. Che mi faccia sentire partecipe, che mi accompagni e mi aiuti ad immedesimarmi, se non altro, nelle scene e nelle ambientazioni. Stavolta non ci sono riuscito proprio. Nemmeno leggendo di Bologna, che come ho già scritto fino alla nausea, mi affascina e mi piace. Che fare degli altri titoli di Lucarelli? Rischio? Elimino? Questi sì che son dilemmi!

Ionnighitar


Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.