Per grazia ricevuta

Vabbè, siamo d’accordo, forse il titolo è un po’ forte, ma sta di fatto che, bene o male, quando insorge qualche guaio, specie di salute, il saperlo rientrare in fretta nei ranghi, il poter parlare di scampato pericolo, pur con tutte le ansie e le preoccupazioni che si è trascinato appresso merita un ringraziamento. Non ha importanza se rivolto ai piani alti, al fato, al destino, al caso, a qualche medico. A chi non ha perso tempo e ha permesso che un guaio diventasse un disastro. Non ne ha proprio. E la sola cosa sensata da fare è godersi quello stato di nuova e gradevole rilassatezza che ci fa sentire un po’ come un palloncino eccessivamente gonfiato che si ridimensiona un po’. Che si distende , se vogliamo, un po’ ammosciandosi.

Come al solito mi tocca essere ermetico. Inevitabile quando si è deciso di non mettere nomi, cognomi, indirizzi, stati di famiglia e anamnesi di sorta in completo e assoluto rispetto della privacy. Ma ha poca importanza, perché questo post lo piazzo qui in attesa di qualcuno che, scoperta solo da qualche mese l’esistenza del blog, ne è diventato/a fedelissimo/a sostenitore/trice. E che proprio ieri ha pensato bene di vedere se sarebbe riuscito/a spaventarci un po’.

Per quanto mi riguarda l’esperimento ha avuto pieno successo, anche se sinceramente ne avrei fatto volentieri a meno (e credo che ne avrebbe fatto ancor più volentieri a meno qualcun altro). Ma, insomma, le cose sono andate bene, tutto è sotto controllo, speriamo che nel giro di qualche giorno diventi soltanto un ricordo, seppur spiacevole.

Il post è qui. Non so quanto resterà in attesa di recapitare il suo messaggio, ma scommetterei molto poco. E la sua funzione, come è ormai chiaro, è quella di portare un saluto speciale e un augurio ancor più speciale a chi so io (sì, è pacifico, lo sa anche la persona cui il post è dedicato e una manciata di altri lettori, forse). E, dato che non sarebbe carino limitare la cosa a un semplice scritto, ho pensato bene di metterci anche dei fiori. Poi voglio vedere chi avrà ancora il coraggio di dire che io non compro mai fiori… Beh, vabbè, compro in questo caso è un eufemismo, ma va bene così.

Ecco. Tutte le scuse son buone per mettersi a scrivere, è vero. Ma a volte ringrazio… già, chi ringrazio? per avere avuto l’idea, un secolo fa, di cominciare a scribacchiare qui dentro. Mi è servito come sfogo, mi ha dato un sacco di soddisfazioni, ha rinsaldato e rinforzato legami che mai avrei pensato potessero beneficiare di questo circolo delle bocce… E, scusate se è poco, mi dà la possibilità di far sentire la mia partecipazione in modo un po’ più marcato di quanto non possa fare una telefonata. Ecco.

Auguri. Sono davvero contento che tutto sia andato bene. E vediamo, per quanto possibile, di non fare più scherzi di questo genere. Grazie.

Ionnighitar


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