Lifting

vecchiettaCi sono madame che provvedono a farsi ricostruire dalla testa ai piedi quando vedono che le prime rughe fanno timida comparsa agli angoli degli occhi o delle labbra. Quando hanno l’impressione che i quaranta… (siamo generosi) comincino a diventare difficili da nascondere. Personalmente credo che facciano una delle cose più stupide che si possano immaginare. Sarà perché sto veleggiando verso i… tot, ma apprezzo infinitamente di più una signora dotata di tutte le sue imperfezioni causate dal tempo, dall’espressione, magari dall’eccesso di sorrisi (lo spero per lei) a una tirata come la pelle di un tamburo, in precaria condizione di staticità, soggetta al rischio di uno starnuto o di un cedimento strutturale.

Però, a guardar bene, ci sono cose che andrebbero curate, pulite, lucidate, tenute in ordine. Ho detto cose, ma questo può valere, in senso lato, anche per un blog. E allora via, santi numi, dopo quattro-anni-quattro di onesto e fedele servizio mi sembrava non fosse sbagliato cercare di dare una rinfrescatina anche qui.

L’occasione nasce da una serie di fatti e misfatti concomitanti. Una specie di fermento interno (cerebrale) legato allo scrivere (vedi Luino), allo studio e all’approfondimento di ciò che richiede e comporta il mettere in pista un sito e, soprattutto, metterlo in piedi, cioè costruirlo. Lo sto facendo, lo devo fare, su richiesta di qualcuno che deve far conoscere al mondo la propria attività e ne ho approfittato per vedere se qualcosa poteva venir buono anche qui.

Per ora ho deciso per un semplice maquillage, con qualche ritocco più o meno timido volto a rinfrescare l’ambiente. Poi, quando avrò qualche euro in più che mi pesi in tasca (la carta pesa sempre pochissimo, mannaggia, anche perché non ho mai provato ad avere in tasca sette milioni di euro in tagli da venti) farò il grande salto. E allora sì che vedrete/vedremo… Magari sarà un tale salto nel buio che non mi ci ritroverò più e dovrò ricominciare daccapo, ma chi ne sa più di me per esperienza dice che l’operazione di trasferimento dovrebbe rivelarsi, tutto sommato, indolore.

Quindi, un giorno o l’altro, avvertirò dell’imminente trasloco, sperando che per allora sia a disposizione il dominio (il nome del sito) che sarebbe opportuno scegliere per garantire un minimo di continuità. Se così non fosse sarò costretto a ribattezzare il blog. Con un nome originale, ça va sans dire. Pensavo a “il salotto di Samantha” o “la cucina abitabile di Debborah” (doppia bi e acca finale rigorosamente necessarie).

Bene, vediamo allora se mi ricordo ancora tutto quello che ho cambiato. La prima cosa, la più semplice, lo sfondo che da color caffelatte più o meno allungato diventa verde scuro, in un primo tempo grigio, come un fresco di lana sempre elegante, ma mi pareva un tantino funereo. La mia foto, ormai datata e obsoleta, lascia il posto a quella della custode del sito. Miss Maddi. Di sicuro più simpatica e piacevole di quella che c’era prima (la foto, intendo). Ho tolto una parte in fondo che non serviva assolutamente a niente, né a me né a voi ed eliminato la ricerca per categorie dei post. Tanto mi ricordavo di assegnarli a una specifica categoria una volta su dieci… non era utilissima.

Boh, devo aver tolto qualcos’altro che non ricordo ma ho aggiunto una sfilza di immagini, così, giusto per colorare un po’ e per dare la possibilità a chi non sa come passare la giornata, di intervallare la lettura con la contemplazione. Ci sarà ancora qualche cambiamento: vorrei sostituire le foto della testata che dopo un po’ pur belle (scusate se sono terribilmente modesto), riescono anche a stancare. Via, via, svecchiare, rinnovare, rinfrescare…

Ah, sì. Avrei voluto anche cambiare la grafica del menu in alto che, detto tra noi, mi fa letteralmente schifo. Ma ci sono due aspetti da considerare: in primis credo che a chi legge il blog del menù non importi assolutamente niente. In secundis, cosa molto più importante, questa gabbia di impaginazione preconfezionata non dà completa e assoluta libertà di modifica. Ah, quando sarò possessore di un dominio, allora sì che vedrete… mi potrò sbizzarrire. Ma per adesso direi che mi accontento. Se non altro l’impressione che io abbia aperto la finestra per cambiare l’aria mi sembra la si possa cogliere.

Se non ricordo male, comunque, devo anche essere riuscito a cambiare il carattere. Ma no! Non il, mio… e quello chi lo cambia più, ormai? Parlo del carattere tipografico. Questo mi sembra più elegantino e leggibile. Ma può anche darsi che abbia sognato e che sia sempre quello di prima. Non so, con tutti ‘sti cambiamenti, tra questo blog e il sito in divenire comincio a perdere il senso dell’orientamento.

Accidenti, dimenticavo la cosa più importante: Ho messo un pulsante, lì a sinistra in alto. Se qualcuno non ha voglia di venire a cercare nuove farneticazioni tutti i giorni, a rischio di perdere la pazienza e la speranza, credo, ma ripeto, scrivetevelo bene, credo perché non so bene come funzioni, si possa in un certo qual modo iscriversi a una mail di avviso che partirà ogni volta che io metterò mano all’opera qui dentro. Così non vi perdete niente. Peggio per voi.

Confido nel fatto che non sia uno strumento per proporre o promuovere vendite di pentole, materassi o, peggio, prodotti finanziari. Bisognerebbe chiedere a chi, temerario, questa specie di iscrizione l’ha già fatta senza aspettare il pulsante di invito. Non so… vedete voi. Non mi assumo responsabilità, anche se sono quasi certo che possiate tranquillamente procedere con l’operazione. È gratis. Purtroppo.

Ionnighitar


Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *