La guerra tecnologica

Piano piano…. non ho intenzione di parlare di bombe intelligenti o di sistemi di puntamento che riescono a strappare la carta igienica lungo la linea bucherellata a 1700 Km di distanza, nooooo!!!!

E’ che a volte con la tecnologia (che spazia dal cavatappi a leva al fax, oggetto di antiquariato ormai, ai linguaggi da addetti ai lavori della multimedialità) si crea una specie di incomprensione che sfianca, deprime, abbatte, demoralizza. Perché in genere chi l’ha vinta tra noi e la tecnologia è lei (questo nel mio caso, almeno).

Oggi mi sono chiesto: ma perché il mio blog non compare su Google? Ed ho visto che per fortuna un buon numero di sconosciuti ha incontrato il mio stesso problema. Peccato che per districarmi tra spiegazioni, esempi, istruzioni e dettagli abbia perso almeno un quarto di giornata. Tra parentesi e per la cronaca, il mio blog per ora su Google resta irreperibile. Si vede che ho capito tutto o che ho seguito le spiegazioni a menadito. Amen.

Per fortuna avevo preso un impegno più semplice per occupare la giornata: fare la scansione di una serie di diapositive, correggerle se fosse stato il caso e salvarle in formato digitale per renderne più pratica e tecnologica, appunto, la consultazione. Facilissimo. basta avere uno scanner che legge le trasparenze e le dia. E io, guarda caso, ce l’ho.

Peccato però che non ci sia stato assolutamente verso di intenderci, tra me e lo scanner. Avrò provato una ventina di volte. Acceso, spento, riacceso, scollegato, ricollegato. Chiuso e riaperto il software, modificati i parametri, cambiato il formato del file da ottenere a fine processo… devo proprio dire a che punto siamo? Si capisce? Credo che la sola cosa non ancora provata sia quella di infilare lo scanner nel forno, meglio quello tradizionale e non a microonde, poi estrarlo, passarlo in un battuto d’uovo non salato, spolverare di pangrattato, una grattatina di scorza di limone, un cucchiaino di Worcestershire sauce e quattro di olio extravergine d’oliva, batterlo accuratamente con il batticarne, passarlo con lo schiacciapatate perché non entra nello spremiaglio e… utilizzare il contenitore con coperchio comandato a pedale, generalmente collocato sotto il lavandino.

Cosa faccio? Ci riprovo domattina a mente fresca (si fa per dire) o getto la spugna insieme allo scanner e con la dovuta umiltà e rassegnazione comunico ufficialmente la mia incapacità di assolvere al compito che mi è stato affidato? Vedremo: la notte porta consiglio, anche se spesso dispensa consigli che fanno dubitare della sanità mentale della notte stessa.

Ho trovato un’immagine che riassume abbastanza chiaramente come mi senta quando vengo sopraffatto da queste inefficienze tecnologiche che non so gestire e tantomeno superare. La metto qui sotto. Ma la tengo a portata di mano perché potrebbe venir buona in occasione del rinnovo della carta d’identità.

Ionnighitar


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