Intervallo imprevisto

Eh sì. Intervallo perché avrei voluto scrivere tutt’altro. Di Bologna, come avevo in mente, ma in tutta sincerità lo spirito non è dei migliori e mi dispiace lasciare un vuoto che sento di voler riempire ma che non so riempire oggi come vorrei. Quindi, come una volta succedeva alla tibbù, con le pecorelle che pascolavano e quella musica da estasi dei cinque sensi che incantava e sopperiva alla mancanza di contenuti significativi, ho pensato di appiccicare qui un video, più per la musica che per il video in sé. Di chi sia mi pare superfluo dirlo… Sì. ok. Che io sia monocorde me lo dicono già a casa.

Ma questa, che non sarà tra le tre più belle canzoni di Eric ma che è certamente di una dolcezza e di una melodia che mi commuovono, è l’ideale per cercare di stemperare un momento non felice senza ricorrere ai botti di Piedigrotta o a qualche pezzo Rap (qui dentro una cosa è certa, non ci entrerà mai). Come non entreranno mai altri, che però mi fa anche un po’ schifo nominare, quindi, non li nomino. Ca va sans dire.

Lui è lo zio Eric. Il pezzo si chiama Blue eyes blue. Prometto, in futuro, qualche altra chicca, magari della DMB, e voglio vedere quanti di quelli che passano di qui (tre o quattro) l’hanno mai sentita nominare… Buon ascolto

Ionnighitar


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