In deroga

Avevo prestato solenne giuramento con me stesso di non toccare argomenti che sfiorassero la politica, la situazione gnerale dell’Italia o del mondo, insomma, quelli che, in teoria, dovrebbero essere considerati argomenti seri. Ci sono già i giornali, i tiggì, i talkshow, le tavole rotonde, quadrate e a pois per disquisire di queste faccende. E sono certamente più titolate, informate e istruite di me per occuparsene e rivelarci la verità assoluta.

Però. Dato che sentendo alcune notizie e ragionando (da mesi) in una direzione che sarà certamente sbagliata ma che mi appare nonostante tutto di una linearità e semplicità sconcertanti, mi pongo qualche domandina qui. Hai visto mai che passi qualche illuminato che sappia farmi capire e dia un raggio di luce anche a me?

Lo spunto mi è venuto ieri sera al telegiornale, sentendo che i CAAF, Centri per l’assistenza amministrativa e fiscale, hanno lanciato un allarme in merito alla tanto pubblicizzata IMU, il balzello da tutti atteso con ansia, che andrà ad allietare i proprietari di qualsiasi genere di costruzione, cuccia del cane compresa. Qual’è il problema? Semplice: il governo ha deciso che ci sarà un innalzamento delle aliquote, lasciando a discrezione dei comuni il compito di fissarne la misura entro la fine di settembre; inoltre ha disposto !!!??? affinché vengano rivisti i valori catastali degli immobili (in rialzo, cosa vi aspettavate?) sui quali applicare, appunto, le nuove aliquote.

Sta di fatto che l’acconto dell’IMU dovrà essere versato entro la metà di giugno. E sta anche di fatto che per versamenti inferiori a quanto dovuto sono previste sanzioni. Tra queste, pare sia previsto anche di dover garantire una settimana di ospitalità coatta (cioè ce lo pigliamo in casa e lo manteniamo) a favore di Attilio Befera, il numero uno di Equitalia. Certamente uno che è nella hit parade delle persone più amate degli ultimi ottant’anni. Peccato che soltanto circa il sei per cento dei comuni abbia stabilito quanto far pagare, e che dei criteri per rivalutare i valori catastali nessuno sappia niente. In parole povere, la manovra è stata: «Aumentate le aliquote, aumentate i valori. Come? E che ne sappiamo noi? Fate un po’ voi. Ma se pagano di meno tartassiamo!». E’ così che una manovra diventa efficace. Sarà.

Altra cosa che dal mese di novembre mi sto chiedendo: la tassazione, credo lo sappia anche un procione, ha raggiunto livelli mai visti e probabilmente ineguagliati nel mondo. Giusto. Se bisogna fare cassa per pagare i debiti – e di tagliare la spesa pubblica non se ne parla o si fa solo finta – non esiste altra via. Ma dopo, cosa resta dopo? Si sta parlando di recessione, di calo dei consumi, purtroppo di persone che, disperate, a volte anche perché in credito verso enti pubblici che non pagano, decidono di farla finita. E’ uno scenario da paese civile?

Ora, ribadisco, sarò cretino, cieco o molto ottuso ma… se tu togli sempre più a chi ha sempre pagato e lo metti in condizione di non avere più di che spendere, se fai lievitare senza controllo i prezzi grazie all’aumento di tasse e gabelle che si ripercuotono a catena fino all’ultimo anello, puoi aspettarti che quelli che hai spremuto, dissanguato, spogliato dello spogliabile, tengano costanti i consumi (lasciamo stare il farli crescere) e consentano all’economia di non rallentare fino a fermarsi? Non ci arrivo, davvero. Non lo scrivo con ironia o sarcasmo. Non ci arrivo.

Tirando le somme, e senza minimamente fare paragoni con qualsiasi altro governo, di qualsiasi parte politica, il vantaggio di essersi affidati (questo sì, è sarcastico) a un governo di tecnici ‘ndo sta? Nel fatto che solo loro potevano prendere decisioni più che impopolari senza temere il responso delle urne al prossimo giro? Logico. Ma almeno, che queste misure fossero sensate, durissime ma efficaci credevo fosse auspicabile. E’ così? Non lo so e non mi pare. Quello che invece mi è chiarissimo, a giudicare dalla questione IMU, è che al di là delle decisioni giuste o sbagliate, la capacità di essere fumosi, approssimati, casinisti, insomma di fare le cose… diciamo elegantemente “alla carlona” non ha né colore né parte. Ma in ogni caso, stiamo tranquilli… con un’efficace lotta all’evasione fiscale tutto questo domani ci farà sorridere e sarà soltanto un brutto ricordo. Tutto è bello, visto dal paradiso.

Ionnighitar


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