Il grande fratello

Premetto: di grandi fratelli ne ho due, più una sorella. Più precisamente, una sorella e due fratelli. Che definirei maggiori. Grandi è roba da piccoli. O, in casi davvero eccezionali, è frase che lascerei pronunciare al minore degli Einstein, a un eventuale Lanfranco da Vinci, a Piergiuseppe Alighieri. Loro avevano, in effetti, grandi fratelli. Io, solo maggiori.

Invece come da tempo si sa, grazie anche e soprattutto a quel programma televisivo pregno di significati profondi, una specie di palestra per la mente e lo spirito, un esempio da far seguire ai nostri figli e nipoti per prepararli, magari, a maggiori vette della portata di Amici o Uomini e Donne di Maria De Filippi (ma come diavolo fa, a parte il ricco cachet, a non vergognarsi di condurre simili lordure non riuscirò mai a spiegarmelo) sappiamo che un essere invisibile, impiccione, onnipotente e onnisciente (non confondiamo, ce n’è un altro ma non si chiama così) vede, sente, guarda, sbircia, origlia. Insomma, fa tutto meno che farsi una bella padellata di fattacci suoi.

Sì, cari miei, noi un grande fratello ce l’abbiamo. Ci guarda, ci spia, ci controlla, sa dove andiamo, cosa facciamo, chi sentiamo, leggiamo, sbaciucchiamo, sa tutto, per la miseria. Non ve lo sto raccontando come novità perché potrei sentirmi dire: “Alla buon’ora, è arrivato il genio”. E’ che in questi giorni, per una concomitanza di cause, mi è apparsa ancora più evidente e stringente del solito l’operazione di assedio subdolo e martellante di quello che potremmo chiamare anche “il grande occhio”.

Tutti o quasi navighiamo in Internet. Chi sta leggendo qui è inutile che neghi… o naviga o ha poteri paranormali. Mi ero già accorto, aprendo le pagine dei quotidiani che seguo (una, per inciso, sta rasentando a tal punto Stop o Chi che credo verrà cassata, non alla siciliana, quanto prima. E mi dispiace. Pur di parte, ma credevo si trattasse di una testata seria. E’ diventata una testata nello stomaco). Mentre scorrevo le notizie, o nei banner in testa alla pagina, o di fianco, tra il lusco e il brusco, mi saltavano fuori annunci del tipo: Bologna con Italo a soli 19 euro. E le prime volte, datemi dello scemo, mi chiedevo: ma come diavolo fanno a sapere che mi interessa? Forse che hanno letto dal blog che il mi’ figliolo vive a Bologna e che vorrei andare da lui un giorno sì e l’altro pure?

E’ vero, ci sono i famosi cookies, mi direte. E sono anche stato avvertito, sempre e dovunque, della loro esistenza e della loro capacità di farsi i capperacci tuoi (miei), previa autorizzazione tacita. Ma, insomma, è una cosa che mi inquieta. Poi, avendo preso l’abitudine di andare a consultare il sito del meteo prima e dei programmi Tibbù della serata poi, tracchete, mi salta fuori ancora sto benedetto Italo. Ma tu guarda! Ficcanaso che non è altro.

Il clou a partire  dalla scorsa settimana. Ho consultato, lo confesso senza vergogna, un sito di vendite on line di camicie e polo in puro cotone con prezzi da non credere (non vi dico qual’è a meno che non sganciate generosa mancia per l’informazione) e ho visitato, udite udite, il sito di Zalando. Per curiosità. Hai visto mai che trovi della scarpe estive carine a sette o otto euro? (vi anticipo che no, non le ho trovate a quei prezzi).

Beh, da allora, dovunque io vada, in qualsiasi pagina mi trovi a navigare, che sia il quotidiano, il meteo, la Tibbù, è un turbinio di Zalandi, Itali e Vivesto che non finisce più. Sono circondato. Sono controllato. Sono preso di mira dal grande occhio del grande ficcanaso. E non mi piace. Dimenticavo Amazon. Chi non ha mai sfiorato Amazon?

Una cosa mi consola… non è mia abitudine frequentare siti un po’ più… ehm… licenziosi, diciamo? Se no, te l’immagini quando poi stai leggendo le notizie sul cialtrone di Firenze e il suo governicchio se ti dovesse comparire una formosa e procace porcella con atteggiamenti ammiccanti, pose inequivocabili e un abbigliamento ridotto, nei soli periodi di grande freddo, a una lussuosa e intrigante giarrettiera di pizzo? Oddio, a guardar bene preferirei la porcella al cialtrone, ma se sto cercando le notizie è bene che legga le notizie. Soprattutto quando, per dirne una, mi parlano delle liti tra Belen e il consorte o del calo di pressione delle protesi mammarie di qualche attempata e irriducibile ex-soubrette de noantri.

Mi è andata bene… Il grande zot mi ha suggerito dove navigare e dove arrivare a nuoto.

Ionnighitar


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