Il dubbio del bicchiere

bicchiere Cioè? Chiaro, no? Mezzo pieno o mezzo vuoto? Nel caso dell’immagine d’apertura va da sé che opto per il mezzo pieno… Avrei detto mezzo vuoto fosse stata Nutella, ma la birra d’abbazia è più forte di me, mi mette con le spalle al muro e mi impone a viva forza di gustarla con sommo godimento strafregandomene degli effetti deleteri che ha sulle rotondità che mi stanno mettendo in un’imbarazzante situazione in vista della vestizione per il matrimonio della mia nipote preferita (se dovessero leggere atre nipoti, ecco come guastare rapporti sereni e cordiali con i parenti più prossimi).

Fatto il regolare cappello che non c’entra assolutamente niente con quello che ho voglia di scrivere, bisogna, tanto per cambiare, chiarire cosa intendo. Vogliamo parlare di ottimismo/pessimismo? Di tutto bianco o tutto nero? Di «certo che se te le tiri addosso poi non ti devi lamentare?» O ancora di «vedrai che anche solo per un calcolo di probabilità la sf…ortuna poi gira?» Che giri non c’è dubbio. Tutto sta a vedere da che parte sceglie di sparare le prossime.

Per essere onesti, però, c’è da dire che in effetti quello che mi succede intorno da un po’ di tempo potrebbe anche essere letto in una chiave diversa. Premettiamo che, pur essendo un pessimissimissimo soggetto, poco o per nulla praticante, con un concetto tutto suo del dialogo/rapporto con qualcuno che da qualche parte “ai piani alti” c’è e sovraintende all’universo (non lo guida, altrimenti ci sarebbe limitazione della nostra libertà), ho la ferma convinzione che questo qualcuno ci sia davvero. Chi la pensa come me passa in genere il suo tempo a rompergli l’anima per chiedere, per raccomandarsi nelle faccende più banali e stupide. Chi ha la faccia come il lato B dice di pregarlo per la pace nel mondo. Non ci credo nemmeno se me lo dice il mio amico Notaio. In compenso, una straccia di una volta che sarebbe il caso di ringraziare, anche solo per il fatto che milioni e milioni di persone stanno peggio di noi o hanno problemi seri, chissà com’è, ma ce ne dimentichiamo (pardon, IO me ne dimentico).

Il che, attribuendo, a torto, una logica umana a colui che sta lassù e che ci osserva mentre ci facciamo gli affaracci nostri quaggiù, farebbe scappare la pazienza anche a un Santo. Ok, va bene che Lui è molto di più di miliardi di Santi, ma credo che anche la sua pazienza abbia un limite. Questo, a volte, mi fa supporre, quando gli chiedo di guardar giù e darmi una mano, che in effetti guardi giù davvero, con mira infallibile, e mi spari dei piccolissimi bussolotti di carta, con annesso spillo fissato in punta, con la sua Santa Cerbottana (occhio, che non è una parolaccia in siculo).

Insomma, veniamo al dunque. E tralasciamo alcuni aspetti di minore importanza tipo il fatto che, andato a finire in polvere il mio lavoro non sono riuscito a farne ripartire un altro. O l’altra faccenda di quella sistemazione temporanea che ho abbandonato per motivi che non è il caso di stare a rivangare e che mi ha riportato in una situazione di stallo e di bonaccia che rendono difficile il non andare fuori di testa. Oh, guardate che vi ho sentiti eh? «Sentilo, quello lì che crede di non essere andato fuori di testa…». Amen. Le cose stanno come stanno.

Morale, è un po’ di tempo che mi sento preso di mira dalla iella. Non solo io, per essere precisi: il clan al completo o quasi. Ma sono dibattuto. Perché, per quanto non si possa obiettivamente negare che di iella si tratti, come al solito si può sostenere che «avrebbe potuto/potrebbe andar peggio.» E non fa una grinza. Di qui il dilemma… E’ sfiga pura o uno stato di grazia che mi fa sfiorare gli strali e poi mi sottrae alla scarica da un milione di volt quando già mi sta arrostendo le punte più ribelli dei baffi?

Elenco, giusto per dare una base solida ai miei dubbi. E scrivo di quello che ricordo, perché per fortuna l’età e il susseguirsi delle onde aiutano a dimenticare parte delle lagnanze. Nel giro degli ultimi due mesi si sono “involate” due biciclette. Altre due si sono rotte in modo serio, una irreparabile. Una porta della cabina doccia si è staccata causa stanchezza del silicone che la sosteneva. L’Agenzia Entrate mi ha mandato un avviso di pagamento per qualcosa che avevo già pagato. Non grave, certo, ma intanto ti vengono i sudori freddi al pensiero di Befera che ti aspetta sotto casa. Ch. ha parcheggiato sotto una pianta vicino a casa. Un grosso ramo si è spaccato verso sera ma è stato fermato a mezza via dai fili della luce. Danni pochi, per la verità, se non contiamo un po’ di rigature qua e là, che rendono l’uniforme blu scuro metallizzato un po’ più “naif” e forse quasi casual. Jeans per intenderci.

Nel frattempo, agile come un mutilato dei moti rivoluzionari del ’21 (1821) grazie a una piacevolissima tallonite che richiederebbe riposo assoluto…!!! ho pensato di fare una specie di check-up alla vecchia carcassa. Il che mi è costato in ticket e medicinali (ma alla fine, quali sono quelli che passa lo stato???) quanto un viaggio “high cost” in un’amena località della Micronesia.

Come dicevo, sono sicuro che parecchie me le sono dimenticate. Non quella di ieri sera: di ritorno da un bagno in piscina in quel di Laveno insieme alla sua amica C., Caro(lina), quasi a casa, ha avuto un incidente ed è finita al pronto soccorso. Se volete passare una serata in un ambientino accogliente, con tanta bella gente, una compagnia rassicurante e piacevole, mi permetto di suggerirvi il P.S. dell’ospedale San Paolo, a Milano. A quanto pare efficientissimo e gestito da persone cortesi e premurose. ma questo dentro il P.S. Fuori…. beh, fuori tutta un’altra cosa. Un altro suggerimento: se volete parlare con qualcuno in italiano portatevi il cellulare e chiamate qualche parente che non sa come passare la serata. Io l’ho fatto. Con una coppia di amici. E ho potuto sopportare stoicamente l’attesa.

Con tutto ciò, Caro(lina) è acciaccata, pesta, spaventata, ma sta bene. benino, almeno. Il che mi fa supporre che il bicchiere sia mezzo pieno. Alla faccia di chi mi ha sempre tacciato di essere pessimista. A la santé.

P.S. La band non ha lavorato lo scorso lunedì. Non lo farà questa sera e nemmeno il prossimo lunedì. Giusto perché mi stavo entusiasmando con il basso. Mi è scappata la poesia. Ho perso lo slancio. Mi sto disamorando. Il bicchiere si sta svuotando. Ma perché la birra me la sto gustando io.

P.P.S. Vorrei fosse chiaro che so, a parte la questione lavoro, di aver citato non problemi ma scemenze che costellano la vita di ognuno di noi. Eppure sono scemenze che ti rompono l’anima. E, lo confesso, ho sempre fatto una fatica porca a consolarmi delle mie grane pensando che tanti altri ne hanno di ben più gravi. Temo che non andrò in paradiso. Non direttamente, per lo meno.

Ionnighitar


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