GRRRRRR

Capita, a volte. Poi ci ripensi a bocce ferme e ti chiedi se sei paragnosta, sensitivo, preveggente o solo drammaticamente pessimista con un sesto senso per essere andato a pensare al peggio chiamando a gran voce la sfiga (pardon) che, come si sa, a differenza della fortuna, che è cieca, ci vede perfettamente anche senza occhiali e al buio. Si richiede, al solito, debita premessa.

Il mio lavoro, quello che considero il mio lavoro nonostante abbia occupato solo la seconda parte della mia vita di formica operaia, è sempre stato fondato su uno strumento fondamentale ed imprescindibile: il Mac (non è pubblicità, ma non posso chiamarlo Pierdomenico se si chiama Mac). E dato che la mia natura non sempre è stata improntata all’ottimismo, nella fase calda del mio lavoro, cioè quando ancora mi permettevo il lusso di uno studio tutto mio, per non saper né leggere né scrivere, ho sempre tenuto pronti e attivi due Mac, quasi gemelli, perché hai visto mai che uno ti pianta in asso e tu rimani lì come un carciofo con i lavori da fare o da finire e niente per poterlo fare. Va da sé che poi succedeva regolarmente che uno facesse le ragnatele (il più vecchio) e che tirasse la carretta senza dar segni di cedimento quello di più recente introduzione.

Non è che voglia fare quello che dice “l’avevo detto, io”, ma in un’occasione è successo che restassi in panne e mi riuscissi a cavare d’impaccio con il “muletto”, in attesa che qualche espertissimo cercasse di ripristinare il ripristinabile nel malato. Fine della premessa. Ah, no. Oggi ho sempre un Mac, sopravvissuto anche se vetusto, e un PC che detestavo (è la norma) ma che ormai per velocità, affidabilità e abitudine acquisita adopero per tutto quello che non sia lavoro. Sta di fatto che i due utensili possono dialogare tra loro in modo molto, molto limitato e che non possono fungere l’uno da sostituto dell’altro.

Detto questo, l’altro ieri, terminati e spediti alcuni lavori e spento il Mac, va a sapere perché, mi passa veloce per la testa un pensiero: “Ma se (un) domani ‘sto coso mi si pianta, io cosa faccio? Oltretutto tra processore e sistema operativo credo che potrei recuperare i programmi o gli aggiornamenti solo in qualche museo dell’informatica… Ci mancherebbe solo questa. Non ci pensiamo che è meglio.” Passa la notte, travagliata per i mali di stagione. All’alba apro un occhio tenuto chiuso giusto per far scena e mi dico: “Non so cos’abbia addosso, ma oggi me ne starei rintanato fino a svegliarmi domattina”. Non ho ancora imparato che dovrei sempre ascoltarmi, perché nel mio subcosciente si nasconde un vecchio saggio. Fuori, solo un vecchio. Saggio mica tanto. Vabbè.

Mi alzo. Un amico chiama e mi chiede di rivedere un progettino da niente, una modifica da pochi minuti. Accendo il marchingegno… schermata grigia, la mela mozzicata in mezzo, una rotella più in basso che gira e gira e gira, ma poi si deve fermare e… tac! schermata iniziale, login e compagnia bella. Tutto regolare? Nossignori… La rotella gira e gira e gira… e poi gira ancora e non smette di girare. Il sangue scende a una temperatura di circa sette gradi e mi ritrovo in un dejà-vu che mi fa venire la pelle d’oca. Eggià. Uguale uguale… E’ il suo modo per comunicarmi che posso anche cominciare a preoccuparmi. Infatti non lo deludo. Vado nel panico senza passare dal via.

Cerca che ti ricerca, salta fuori il disco originale del sistema operativo, quello che ti consente di reinstallare o, se è il caso, di riparare il riparabile. E già qui le cose vanno alla grande, perché il disco di avvio non è riparabile e di reinstallazione non possiamo nemmeno fingere di ragionare. Perfetto. E mo’? Vediamo di stare calmi e di ingegnarci. Qualcosa si può fare visto che per prudenza a suo tempo ho dotato il macinino di tre, dicansi tre, HD interni e uno esterno. Quindi, caro il mio bel cornutazzo, adesso installo il sistema su un altro disco e via che si va.

Ora, non sto a stordirvi con un trattato di informatica che, oltretutto, non è materia in cui sia ferratissimo, ma allo stato attuale sono riuscito a far ripartire il trabiccolo, reinstallare i programmi che potevo reinstallare, ripristinare un programma di posta, fare un po’ di aggiornamenti e coseruole di contorno. Persa, ovviamente, tutta la posta e gli indirizzi in memoria. Amen. Inutilizzabili, e questo mi secca anche se forse ho trovato un escamotage, due programmi fondamentali. Ma se vogliamo fare un bilancio direi che poteva anche andare peggio. Ah, dimenticavo, recuperati i lavori che era indispensabile recuperare. Ma nel frattempo il maledetto si è esibito quattro o cinque volte in blocchi inattesi ogni volta che tentavo di toccare determinati file contenuto nel disco bacato. E mi ha rubato preziosissime ore di vita.

Ma non è finita, anche se la cosa è molto meno traumatica. Durante la mattinata accendo (o spengo) la luce nell’ingresso. Dito e deviatore sprofondano nella cavità del muro. Bene. Si smonti il tutto e si vada a comprare un pezzo nuovo per immediata sostituzione. Vicino a casa c’è un grosso magazzino, ma grosso grosso, di Brico… lage. Che ha una particolarità: mi odia. Credete che scherzi? Non trovo mai quello che cerco e devo sempre, se possibile, adattarmi o rinunciare. Ieri, davanti a una parete di piccole scansie piene, ma piene vere, di prese, interruttori, ammennicoli vari di ogni marca e serie, una sola risultava drammaticamente vuota. Quale? Eddai, che lo sapete! Solo l’imbarazzo di mettermi a fotografare coram populo lo scenario mi ha trattenuto dal documentare la cosa. Non per altro, ma perché quando lo racconto mi dicono che sono esagerato. Può essere. Ma allora che andassero loro a comprare sto cavolo di maledettissimo deviatore. Uno. Me ne bastava uno!!!

Vediamo di concludere. Sera. Risistemo il Mac per la notte (siamo un po’ accampati da quando traffico in casa), ma non è un problema. E’ un’operazione che se va bene faccio almeno una volta al giorno. beh… ieri sera la tastiera mi scivola di mano, cade e salta come un grillo la barra spaziatrice completa di molla sottostante. Alleluja, alleluja (in effetti non ho detto proprio così).

E oggi siamo qui ancora. Tastiera riparata, il Mac che pare aver messo giudizio… tra breve farò una bella formattazione del disco bacato così impara, lo piallo come fosse un’asse di cirmolo, poi vediamo se ha ancora il coraggio di venire a chiedermi scusa. Ma se ieri mattina fossi stato a cuccia…??? O no? Poi, con calma, farò il conto dei danni e delle perdite che questo scherzetto mi ha procurato. Ma intanto l’ho avuta vinta io. Tiè.

Ionnighitar


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