Gl’illuminati

Siamo in piena eclissi. Mi riferisco a quella di sole, non fate gli spiritosi! Che ci sia un’eclissi totale che oscura il neurone di chi ci governa (senza mandato, ma questo è un dettaglio ormai) è altra faccenda. E non voglio affrontare l’argomento, sennò poi finisce che torno a riflettere anche stavolta sui due Marò che abbiamo abbandonato al loro destino in India, e che se la sbrighino da soli. Non insisto nel commentare, anche perché sarebbe una polemica sterile, ma torno mio malgrado a una riflessione: quale sia nel mondo la considerazione di cui gode il nostro paesucolo, non solo da parte delle grandi potenze, ma di qui a poco anche da parte del Principato di Seborga. E non mi si venga a dire che la colpa è tutta di un capo del governo affetto da priapismo congenito, perché sarebbe come voler spacciare i suoi tre successori per grandi statisti.

Tornando all’astronomia o a chi per essa, sono stato come un fesso per tre quarti d’ora a cercare di puntare il disco infuocato con la mia macchinetta digitale per fissare a beneficio dei posteri un evento discretamente inusuale. Pensando, ingenuamente, di riuscire ad immortalarlo senza guardarlo direttamente ma solo di sguincio attraverso lo schermo posteriore della macchina. Illuso! Alla fine dei tentativi l’eclissi se n’è andato per la sua strada e ripasserà fra un tot di anni. Sempreché io ci sia ad assistere, vorrà dire che darò istruzioni per lo scatto a una badante della casa per anziani disposta ad assecondarmi.

Vabbè, tutto questo per dir cosa? Ah già, gli illuminati… Mi faccio sempre un giretto panoramico nei siti dei quotidiani (non tutti, non voglio spacciarmi per un lettore super partes, ma quei due o tre sì, li leggo). E, devo riconoscerlo, trovo a volte imbarazzanti certe notizie di gossip degni della peggior moda malata di voyeurismo che la fa da padrona in troppi programmi televisivi che spiccano invece tra le cyberpagine di quotidiani cui attribuivo, sbagliando, una serietà e decenza superiori a quella che, evidentemente, mostrano.

Per inciso, a uno di questi ho anche scritto che avrei visto bene l’inserimento di alcuni articoli nella rubrica, che a mio avviso dovrebbero istituire, del “e chissenefrega”. Leggo, per esempio, dei drammi che si consumano sull’isola… quale? E dai, non facciamo i finti tonti! Ho letto titoli riguardanti le pudenda ustionate del Rocco nazionale, i problemi del mancato dimagrimento, a dispetto della scarsa nutrizione, di Valerio Scanu… Oh, mica pizza e fichi eh, roba seria! Insomma, notizie che ognuno di noi dovrebbe approfondire, sviscerare, sulle quali dovrebbe riflettere… Formarsi una cultura vera è un investimento a tutto vantaggio del nostro radioso futuro.

Questa mattina, e qui cito la fonte, il sito de “Il Giornale”, vedo occhieggiare un “Le supercazzole della giunta”. Di quale giunta si parli è fin troppo evidente, dato che siamo a Milano e dato che la foto a corredo mostra il nostro (bene)(amato) sindaco. Quello che se lo guardi distrattamente e lo immagini coi capelli tinti con il lucido nero e due baffetti ridicoli quanto penosi può essere scambiato, credo con sua grande gioia, per il Fuhrer. Credo si sia capito di chi parlo. Apro e leggo.

Devo per forza riportare stralci dell’articolo, spero che l’aver citato la fonte e premesso che niente sia farina del mio sacco sia sufficientemente onesto. Poi ci metterò del mio nei commenti. Anche se, sinceramente, credo che le notizie a volte si commentino da sole. Si parla di un nuovo regolamento del “verde” snocciolato da un’assessore (con l’apostrofo perché trattasi di assessore femmina, anche se ho i miei dubbi che sia corretto). E si dice anche che, dato il paradosso di alcune misure, ci si sarebbe aspettati una retromarcia o, meglio ancora, una sdegnosa smentita. Niente. Silenzio su tutta la linea.

Cito: “multa da 150 euro a chi molesta gli insetti, da 50 euro a chi raccoglie fiori nel prato, 50 a chi raccoglie frutti di bosco in quantità superiori al consumo immediato. E i Comune mette il naso anche nei giardini privati: non si può potare una pianta senza chiedere il permesso e se la questione si fa urgente va conservata parte del tronco ammalorato per la verifica da parte degli uffici competenti“. Il titolo è: Non infastidire le zanzare. In effetti ci sta, sempre di  insetti si tratta. E allora, cari miei, se quest’estate veniste fatti oggetto delle attenzione di qualche assetata e insistente Culcidae (nome scientifico della sunnominata bestiolina) i casi sono due: o sopportate pazientemente, magari cospargendovi anche di salsa barbecue per renderle più gradevole il suggervi il sangue, o vi alzate di scatto, correte alla vostra automobile, raggiungete a gran velocità la periferia, vi fiondate sulla prima autostrada che vi capita e, fuori dai confini della metropoli, accostando in corsia di emergenza o in una piazzola di sosta, vi prendete a schiaffi con grande libidine fnché non sarete riusciti a spiacciccare l’infame (sempre che vi abbia seguiti a desinazione). Per risparmiarvi i 150 euro vi consiglio di non esagerare raggiungendo Bressanone, Pesaro o la costa amalfitana. Costerebbe di più della multa, anche se andate a metano.

Tempo fa la medesima assessora (forse meglio così) aveva trattato anche la materia “animali”, ritirando però le proposte in tempo utile, prima che a qualcuno venisse in mente di farla oggetto di tiro al bersaglio a mezzo balestra. Cito, di nuovo: “Tra i punti clou: vietato tenere un pesce rosso da solo perché è un animale sociale o portare a spasso il cane ai minori di 14 anni, obbligatorio garantire «uno o più compagni» anche agli uccelli in gabbia, salvo rari casi.” Ecco, il pesce rosso animale sociale… il parrocchetto che frequenta lo studio di uno psicanalista in quanto soffre di depressione da solitudine. Il beagle che rivendica il suo diritto di vedersi riconosciuta una serata libera da trascorrersi in compagnia dei suoi simili (parecchi presenti in consiglio comunale, peraltro. Anche se scritti con grafia leggermente diversa).

Un altro assessore invece, quello che l’estate scorsa dichiarò, per scherzo, di aspirare alla vittoria del “premio cazzata” (sic), ci è riuscito involontariamente l’altro giorno. Come? Così, (ricìto): “introdurre le quote rosa anche per scegliere le sepolture e iscrizioni al Famedio” per inciso, il Famedio, che può anche essere chiamato Pantheon,  è quella parte del cimitero in cui trovano riposo i personaggi più illustri, quelli che hanno dato, appunto, fama e lustro alla città: al monumentale di Milano si trovano Alberto Ascari, Arrigo Boito, Gino Bramieri, Davide Campari, Alessandro Manzoni, così come Alda Merini, Franca Rame (mah), Enzo Tortora o Filippo Turati. E’ giusta la proposta. Suggerirei di fare una cernita e una selezione preventiva dei morituri per garantire un giusto equilibrio tra salme azzurre e salme rosa. O no?

E, a parte che, cito ancora una volta: “… mentre altri cantieri per Expo scontano ritardi, è pronta ad essere inaugurato in via Sammartini il nuovo look della «gay street » milanese. Ampliati i marciapiedi per concedere più spazio davanti ai locali, migliorata l’illuminazione notturna e installati i dissuasori contro la sosta selvaggia“, segnalerei anche che: “ha fatto molto discutere un’altra proposta recente targata Pd, quella di introdurre negli asili milanesi il «gioco del gender», per promuovere lo scambio dei ruoli uomo/donna. Se ne sentiva il bisogno.” Quindi? Devo commentare? Direi che avevo ragione io: il tutto contiene in sé il germe, il nucleo stesso del commento. Sbizzarritevi. Eppure qualcuno (i più) li ha anche votati.

Ionnighitar


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