Montepulciano & Montalcino

Ecco una terza carrellata. Non del tutto fedele al titolo perché se è vero che compaiono viste di Montepulciano e Montalcino, è anche vero che c’è dell’altro: ancora una veduta di Bagnovignoni, una veduta da un arco a Pienza, più famosa per il pecorino che per il Papa Pio II, nativo di quel borgo, un tempo chiamato Corsignano, e che visitatolo durante il suo pontificato lo trovò talmente in decadimento che decise di far costruire sui resti dell’antico borgo questa nuova (si fa per dire, è del 1462) cittadina. Visitarla è buona cosa. Non assaggiarne il pecorino è delitto grave.

Le prime foto della serie riguardano comunque Montepulciano, un paio di scorci catturati tra le stradine che si arrampicano verso la parte alta della città (ripida anzichenò), una panoramica che spazia verso e oltre il lago Trasimeno.

Ancora, una veduta dell’Abbazia di Sant’Antimo, che risale nella “versione” attuale al XII secolo e che si trova nei pressi di Castelnuovo dell’Abate, non lontano da Montalcino. Cui in questa racccolta per la verità ho dedicato poco: un’altra veduta da un vicolo a scale verso la valle e un’innocente  divagazione su un campo di quelli che, come ormai noto, mi hanno stregato. D’altra parte il proposito di evitare le vedute/cartolina è sempre valido e cerco di rispettarlo. Non credo sia necessario ricordare per cosa sia famosa nel mondo Montalcino… Non vorrei che anche nominarne un solo calice costasse caro (che vada a finire nel redditometro?).

Le ultime tre immagini sono dedicate al microscopico borgo di Lucignano. Luogo fuori dal mondo e dal tempo, pressoché deserto. C’è però un piccolissimo negozio, accanto alla porta con fiori che ho immortalato. Non esiste frigorifero, non esiste dispensa, non esiste magazzino. Il retro del negozio è scavato nella roccia, è una specie di caverna dal soffitto molto basso e della temperatura naturalmente climatizzata (per la verità immagino che durante l’inverno non sia il massimo del comfort, ma io tanto l’ho visitato d’estate). Lasciando Lucignano la vista che ci è stata regalata è quella ripresa nell’ultima immagine.

Ionnighitar