Toscana

Credo che farei una più bella figura se tacessi il fatto che fino a poco meno di un anno fa la Toscana per me era quasi terra sconosciuta. Quasi ho detto, non esageriamo!!! Da frugolino con i miei avevo fatto una gita a Firenze. Non posso dire mi fosse rimasto molto attaccato, ma qualcosa sì. Per esempio le torri di san Gimignano (che non sono, appunto, a Firenze). Poi, certo, qualche passaggio radente per raggiungere località marine, o l’Isola d’Elba, un weekend  a San Vincenzo nella notte dei tempi, una settimana a Punta Ala… e, più recentemente, una due giorni strozzatissima a Firenze ancora: Questa volta con mogliettina e Giaco piccolo (considerato che ha 25 anni dire “recentemente” non è proprio azzeccato, ma non importa). Bellissima Firenze, vista troppo, troppo in fretta. E con tre ricordi ben stampati nella mente. La vecchia Bettola: meravigliosi rigatoni al ragù di verdure e fiorentina da urlo (toscanelli compresi) su tavolacci e carta da macellaio a far da tovaglia, seduti su panche con il fiasco in comune con il vicino di turno. Poi un Coco Lezzone decisamente sottotono rispetto alla suddetta bettola, penalizzato anche dal fatto che mi era stato talmente caldeggiato che mi aspettavo chissaché. Succede sempre. Con i film, con i libri, con i ristoranti. E la sera poi, sui colli, ad Arcetri… Trattoria Omero. Vista sulle campagne fiorentine e sui colli, specialità fritti di pollo verdure e non so cos’altro… Il paradiso terrestre. Guastato solo (ancora mi viene ricordato per rimbrottarmi e canzonarmi) dal fatto che, incravattato, emozionato, forse un po’ sregolato nell’abbuffarmi di delizie solide e liquide ad un certo punto ho cominciato a sentir caldo, poi più caldo e ancora di più…

Avevo una camicia che in partenza era azzurra (quasi sempre del resto). Il collo ad un certo punto aveva una tonalità tra il carta da zucchero bagnata e l’indaco. E cosa potevo fare io? Mettermi a tavola in un ristorante di un certo livello con la canotta, magari blu (va bene che di sera il blu va su tutto e sotto tutto) e magari traforata? ma dai…. E poi la gente presa dalle delizie di Omero, possibile che stesse a guardare le marezzature del mio colletto?

Sta di fatto che ricordo Omero più per il pollo fritto che per la camicia in guazzetto. Ma come al solito divago e mi perdo. Dunque…

Come detto in un altro post e come forse si può capire guardando la testata di questo blog la Toscana ha finalmente, l’estate scorsa, fatto breccia nel mio cuore e nei miei pensieri e, grazie alla nominata nipotina Emanuela, a Marco, ospite squisito e…. al grande, meraviglioso, troppo simpatico Ionni (al secolo Niccolò), ora soprannominato Uragano Ionni, la Val d’Orcia e la Val di Chiana, le Crete Senesi, Torrita, Monticchiello, Bagno Vignoni… Pienza, Montepulciano, Siena… Montalcino… Lucignano… ragazzi mica posso nominarli tutti, sono diventati per me un riferimento quando mi ritrovo a pensare a qualcosa di bello, di unico, di magico, di profondamente umano e nello stesso tempo sovrumano. Ops, mi sono dimenticato l’ultima sera, a Montefollonico, che vorrei tra parentesi rivedere con la luce del giorno perché sono certo che meriti, e che casualmente comprende tra le sue mura il 13 Gobbi… vabbè che devo farci se sono goloso? Buoni i Pici conditi nella forma di pecorino. Caspita se erano buoni!!! Non riparlo di fiorentina per non ripetermi. ma può esistere una fiorentina scadente (in Toscana)?

Credo, riguardando ciò che ho scritto, che mi si presentino due soluzioni: la prima è che mi faccia curare da uno bravo per questa grafomania che sta dilagando senza controllo. La seconda che riprenda in un altro momento l’argomento Toscana del luglio 2011, perché ho lasciato fuori un sacco di emozioni e impressioni. Come detto, Siena, Assisi… lo sooooo Assisi è in Umbria ma ci si arriva in auto e noi ci siamo arrivati. E io non l’avevo mai vista e voglio commentarla.

Ma… a dirla proprio tutta tutta, e credo che Emanuela lo sappia, pur avendo apprezzato, come si può capire, tutte queste meraviglie, una è la cosa, l’aspetto, la particolarità che mai potrò dimenticare… le strade bianche. I panorami inimmaginabili tra le colline, con le strade sterrate che serpeggiano, si inerpicano, spariscono, rispuntano… e tutto intorno la natura più magicamente stupefacente che io possa ricordare. Vista oltretutto in un periodo che io credo sia stato il migliore per i colori che più amo. A dispetto di un tempo non particolarmente clemente, che ci ha però regalato cieli che parevano fatti apposta per creare un contrasto ed una varietà di luci, ombre e tonalità che solo la natura può combinare con una perfezione così assoluta.

Potrò certamente scrivere ancora delle parti mancanti, Ma quello cui più tengo è riuscire a costruire una o più pagine di fotografie, una specie di album da condividere con chi avrà voglia di passare di qui a dare un’occhiata. Tutto sta a vedere se riuscirò a capire come si fa. Ma è anche per questo, per capire ed imparare, che sto passando le ore a faticare nella miniera di questo blog come uno dei sette nani (ce n’era uno goloso? Non mi ricordo).

Ionnighitar

Vista dalla finestra della camera di Ionni... Non so se mi spiego!