Arrivederci a Londra

Sì, arrivederci nel senso che spero di rivederla. Non è che stia dando appuntamento a qualcuno. Ma con questa galleria di foto direi che mi fermo, sia per dare spazio ad altre eventuali future gallerie, sia perché l’Azienda del Turismo londinese non mi ha nemmeno proposto una minima percentuale a compenso, quindi chiudo la carrellata prima di rendermi responsabile di richieste di soggiorno da parte di folle oceaniche.

E qui riprendo la passeggiata lungo i canali che, come già scritto in precedenza, mi hanno affascinato come poche altre cose. Credo servano pochi commenti: basta guardare e immaginare l’atmosfera tranquilla, pacifica, lenta come l’acqua dei canali, inglese come i personaggi che spuntano dalle  porticine dei barconi. La passeggiata ci porta da Portobello in direzione di Camden Town, uno dei mercati di cui mi riprometto di parlare a breve. Lì, nei pressi della chiusa già vista in un precedente post, il barcone in fase di attracco (o di partenza, chi lo sa). Poi ancora un passaggio sotto un tunnel scuro e basso, il classico caso in cui si vede la luce alla fine del tunnel, con l’acqua relativamente limpida e placida che ci porta verso Little Venice e Regent’s Park.

La pittura murale del piccolo pescatore ci coglie di sorpresa all’uscita del tunnel, sulla riva opposta, ed ha una sua tenerezza e una sua poesia che non hanno bisogno di essere commentate.

Infine, entrati a Regent’s Park, con il cielo in via di miglioramento che si riflette nella pozzanghera di pioggia, eccoci di fronte a una distesa invitante e freschissima di verde. Un verde ricco, pieno, tenero ma intenso. Un verde che ti invita anche solo a guardare, a respirare, a passeggiare sentendoti a miglia e miglia di distanza dalla metropoli. Pur essendo nel pieno del cuore di Londra.

Ionnighitar