Londra 2010

Questa è la porta di ingresso per le gallerie (non so ancora quante, ma più di una e meno di settecento) dedicate a Londra.

Del viaggio ho parlato in un post che non sarà certamente l’ultimo, ma mi faceva piacere riunire in una specie di album le immagini che mi sono più care o che comunque mi hanno dato più soddisfazione. Per mettere in chiaro che siamo a Londra e non a Termoli o a Beirut ho scelto tre immagini che credo siano talmente rappresentative da rasentare la banalità. Ma in mezzo a tante banalità potrò sbizzarrirmi a sceglierne qualcuna anch’io, no?

La quarta (per la verità è la prima che inserisco qui) è la veduta dalla finestra della camera di Giaco. Se togliamo l’impatto dell’aeroporto di Luton, l’arrivo a Victoria e la passeggiata fino a casa della prima sera, questa è stata la prima veduta di Londra che si è presentata a C. e a me appena svegli. pronti per affrontare, so di ripetermi, una delle vacanze o minivacanze che ricordo con maggior piacere e con immenso rimpianto.

Ecco perché continuo ad accarezzare il sogno di tornarci. Preferibilmente con chi possa senza difficoltà guidarci tra bancarelle mercatini e affari, o per lo meno acquisti interessanti per… mah, meglio non dirlo per scaramanzia. E anche perché non dicendolo si evita di doversi poi angosciare per non essere riusciti a realizzare quello di cui si era detto un giorno più o meno lontano in questo blog.

A proposito dimenticavo: trovo molto carino il modello di scarpe della guardia. Leggere, certamente molto morbide e confortevoli, linea snella, eleganti e sportive allo stesso tempo. Bisognerà farci un pensierino.

Ionnighitar