La Pinacoteca di i.g.

Ecco, era un po’ che lo dicevo, no? Stavolta non sfuggite. Ho fotografato le mie opere, mi sa che non starò nemmeno a prendermi la briga di intitolarle. La sola cosa che potrei specificare (ma tanto la si vede lo stesso) è che nel mucchio ho buttato anche un paio di lavoretti di intaglio/scultura. Ne manca uno di una mucca, anche quello rifinito con pittura ad olio, ma non avevo voglia di salire sulla scaletta e staccarlo dalla parete per fotografarlo. Fa troppo caldo.

Vorrà dire che lo terrò buono per la seconda ondata: quella con la penna di legno, la cravatta di legno, i libri di legno… Occhio, non sono io che ho scolpito la gamba di legno resa celebre da Aldo Giovanni e Giacomo: quello mi pare fosse un Garpez. Un Garpez, capito? Mica noccioline…

Vabbè, vedo se mi ricordo ancora come diavolo si fa a inserire una galleria fotografica qui dentro. E’ passato un sacco di tempo e sto perdendo la manualità.

Concludo (sento già urla di giubilo e espressioni di sollievo) dicendo che avrei voluto poter allestire una minigalleria di acquerelli, ma sapete tutti com’è andata, no? Il materiale c’è. L’ispirazione latita. Tanto c’è chi se ne va a zonzo, magari a Monticchiello, e si compra qualche acquerello della signora Quadri. Non ricordo se l’ho già detto ma… nomen omen. Ma si può che si chiama Quadri e dipinge acquerelli? Un po’ come il capo della polizia, dott. Manganelli. Che non so perché, visto che non c’è attinenza alcuna, ma mi fa venire in mente il commissario Basettoni.

E adesso beccatevi la pinacoteca in miniatura. Ciao

Ionnighitar