Due sassolini

… mi limito a due per non indurre le folle che mi leggono ad abbandonarmi, però mi permetto il lusso di fare ancora una volta il piantagrane per intervallare con i racconti “di famiglia”. E gli argomenti che mi stanno sul gozzo nelle ultime ore sono, appunto, due. Completamente differenti, assolutamente distanti, uno di costume/etica o come diavolo si debba classificare non lo so, l’altro squisitamente legato ai fantastici livelli di stima internazionale raggiunti grazie al governo Monti e saldamente mantenuti dall’attuale. Lo so che ne ho già parlato in passato. Ma sarà mica colpa mia se a fatti gravissimi nessuno sembra avere seriamente intenzione di porre rimedio, no? E allora, se polemica può essere, che polemica sia.

Anzi, ve la dirò tutta… Vorrei tanto essere molto ma molto polemico anche nei confronti di una “ipercasta” che a mio avviso infetta, tiene sotto scacco e ha  gli strumenti per annientare chiunque mostri l’intenzione di scalfire i suoi privilegi e il suo potere, soprattutto. Ma sono talmente convinto di questo suo potere, di questa sua possibile prevaricazione continua e sistematica sulla libertà di chiunque – e ripeto chiunque – osi metterne in dubbio l’integrità, che è meglio lasci perdere. Hai visto mai che poi mi ritrovo un estratto di un mio post pubblicato in prima pagina dal Fatto, magari con l’immenso onore di una firma prestigiosa quale quella di una “penna” Travagliata?

Dai, cominciamo dall’argomento di costume. Non prima di avere premesso che, almeno in buona fede, ritengo di non poter essere bollato come “omofobo”. E per spingere all’eccesso la mia sincerità posso anche dire che, tutto sommato, non è un argomento sul quale io perda i sonni o mi stracci le vesti per difendere l’una o l’altra posizione. Molto più semplicemente è un aspetto che non mi riguarda direttamente, del quale in fondo mi importa assai poco, convinto come sono che ognuno abbia il diritto di fare quello che gli pare e stare con chi più gli piace, a una condizione, unica e irrinunciabile: che non scassi le scatole al prossimo. Questo fa di me un omofobo? Se è così, allora lo sono. In caso contrario, come penso che sia, sono semplicemente per la parità del diritto/dovere di chiunque di scegliersi lo status che preferisce. Senza crociate, senza schieramenti in assetto di guerra (non dico senza se e senza ma, perché come sa chi mi legge, questo mi costringerebbe ad autotogliermi il saluto).

Allora, il problema qual è? Ho letto del progetto, o se vogliamo, ipotesi, di lanciare una nuova edizione di quel capolavoro della produzione televisiva mondiale che è “Uomini e donne” della sciura De Filippi. Allora, per prima cosa mi viene spontaneo dire: «Ma se già fa schifo la versione originale, etero, che bisogno c’è di fare anche Uomini e Uomini o Donne e Donne?». Ma in questo pecco di scarsa comprensione per le schiere che adorano queste rappresentazioni ricche di cultura e di contenuti umanamente toccanti e formativi.

Semplicemente mi chiedo: «Volete fare U&U o D&D? Fatelo. Chissenefrega? E’ cosa che merita titoli sui giornali e articoli che disquisiscano su un aspetto così fondamentale per la vita sociale?» Oddio, per la verità mi contraddico, perché io intanto ne sto parlando. Ma, punto primo, lo faccio aggratis e, punto secondo, non sto sostenendo né la teoria del sì né quella del no. Piuttosto sarei per abolire anche la versione etero, che considero una delle tante forme di violenza psicologica e di educazione alla diseducazione e al decadimento intellettuale che impazzano sui media. Però, se a qualcuno piace, si accomodi. Ma per pietà, non stiamo a fare una questione di stato ogni volta che a qualcuno viene in mente di estendere qualcosa al mondo dell’omofilia. E’ gusto omofilia? Dovrebbe essere, considerato che “filia” è il contrario di “fobia”. Però, lo ammetto, sa un po’ di malattia. Ops… se leggesse qualche crociato antiomofobo tenga presente che voleva essere una battuta. Meglio dirlo, visto che sempre più spesso “the sense of humour” si rivela un optional, a braccetto con quel minimo di buonsenso che la natura beffarda a qualcuno elargisce e ad altri lesina.

Passo al secondo punto, perché sin qui già mi sono di sicuro fatto dei nemici. E il secondo punto, ancora una volta, ostinatamente, tignosamente, mi porta a parlare dei due Marò (maiuscolo) che da un anno e mezzo, grazie soprattutto all’opera fitta fitta di diplomazia del governo monti (minuscolo) hanno il piacere di soggiornare in terra d’India senza avere la più pallida idea di cosa li aspetta domani, senza sapere chi o quando potrà o vorrà muovere un dito per riportarli a casa. E voglio esagerare: anche nel caso assurdo di un’acccusa fondata. per la miseria, sono militari italiani. Devono, per il diritto internazionale, essere restituiti al loro Paese (maiuscolo, giusto perché parlo di loro) che, se lo riterrà fondato, sarà il solo a poterli processare in modo civile e, alla peggio, condannarli.

Nossignori. Il più scalcinato e inconcludente team di espertissimi in materia di politica estera nella storia d’Italia non ha combinato un tubo. Anzi, correggo, ha combinato dei gran guai. E basta. Per fortuna poi è arrivata Emma Bonino che è riuscita ad eguagliarli in tutto e  per tutto. In soli due mesi di incarico è già riuscita a fare altrettanto: niente.

Però leggevo in merito poco fa una versione/spiegazione del mitico Toni Capuozzo ed ho anche letto da qualche parte che pare esista un filmato in grado di dimostrare che il famoso agguato assassino alla barca dei pescatori indiani sia avvenuto alcune ore dopo la sparatoria attribuita ai nostri soldati. DOPO significa DOPO. E allora? Ma porca l’oca, un ministro degli esteri serio (ipotetico, non quelli veri), dovrebbe prendere la bici, il gommone, la moto, l’auto, la nave, l’aereo o quello che gli pare e andare a mettersi a muso duro davanti a quei personaggi inqualificabili che ci stanno prendendo per i fondelli da un numero spropositato di mesi. Filmato o non filmato. Interessi economici o meno. Tensione nei rapporti o meno. E poi, non ce lo dimentichiamo quando leggiamo i peana di esaltazione di quella grandissima genialata che è l’Unione Europea, dovrebbe anche andare a Bruxelles, o a Strasburgo, o dove diavolo gli pare (io un suggerimento l’avrei ma non c’entra e non porta frutto) e farsi spiegare cosa sia l’Unione. Europea. L’Europa… Quando, come, perché, su decisione di chi oggi l’Europa esiste e domani non si sa? Dipende se hai da dare o da chiedere, forse?

Ridicolo, oltre che grottesco. Dobbiamo uniformarci alle direttive dell’Europa perché siamo in Europa. Buttiamo tonnellate di latte italiano per comprare quello tedesco e francese. Dobbiamo morire ma dimostrando ai nostri partner che siamo all’altezza. Ma de che? Ma quali partner? Non siamo tutti, dico TUTTI europei? Avete sentito qualcuno alzare la voce a dire all’India che sta fregandosene nel modo più sfacciato dei trattati e dei diritti internazionali? Io no. Ecco, anche questo è uno degli aspetti che mi fanno vedere rosso quando sento che “il premier” è andato a far valere le nostre ragioni in sede comunitaria. Per favore… almeno un po’ di decenza, visto che di dignità non credo sia più il caso di parlare. Ho finito, Vostro Onore (maiuscolo per soggezione mista a terrore).

Ionnighitar


Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.