Dichiarazione di resa di fronte al progresso

Libri 1Non scrivo da talmente tanto che, in teoria, potrebbe esserci una camionata di argomenti da snocciolare e passare al setaccio. Se avessi una vita intensa e avventurosa. Così non è, un po’ perché non è nella mia indole fare l’Indiana Jones, un po’ perché mi sa tanto che la vita la devi prendere come viene. Salvo, prevengo le obiezioni, darle una mano mettendoci iniziativa propria e cercando di costruirsi il proprio destino.

Eh la peppa, e poi? Addirittura il destino… Stiamo coi piedi per terra. Non ho una vita avventurosa. E questo è quanto. Il che, tradotto in soldoni, significa che quest’estate, a parte ammazzarmi/ci di fatica per fare lavori di manutenzione più o meno ordinaria che “o li fai tu o devi pagare qualcuno che li faccia” – e qui mi riferisco non solo al giardino, che sarebbe molto più pratico tenere con una bella moquette finto prato inglese – ma anche a quella delizia che è rappresentata dal tenere in uno stato decente le persiane: “Gratta, stucca, rigratta, mano di fondo e due di finitura…”, a parte questo dicevo, non è che abbia degli scoop da togliere il fiato.

Però una cosa, che nel mio piccolissimo rappresenta un passo importante, è successa. E’ nata dal parlare con mio fratello P., macinatore di libri e gentile fornitore di grandi quantità di volumi di diffilile stivaggio nelle librerie ormai traboccanti. Venuto a cena una tiepidissima (oltre 30 gradi) sera d’estate e avendomi portato due sacchettoni stracolmi di titoli raccomandati, mi ha fatto anche un annuncio che mi ha lasciato basito: “Mi sa che questa è l’ultima fornitura. Mi sono convertito all’e-book.” Comecomecome? E il piacere di sfogliare le pagine, il godimento di mettere il segnalibro (ho la mania dei segnalibri), il piacere quasi sensuale di accarezzare una copertina rigorosamente plastificata opaca? Tutto questo dove va a finire?

Mi ha tacitato con un ragionamento ipersemplice: la comodità non ha prezzo, non ha paragoni. E lì il famoso tarlo, la fastidiosissima mosca che ti ronza nell’orecchio, l’insistente goccia che cade sul granito cerebrale e alla lunga scava un piccolo ma irreparabile solco si sono coalizzati e mi hanno praticamente incollato al computer (sull’immarcescibile Gògel, ovviamente) alla ricerca e nello studio accurato e dettagliato del mondo dell’e-book.

E allora va’ a vedere i modelli, i prezzi, le offerte speciali, e poi ancora i siti per scaricarli (su questo argomento preferirei non approfondire più di tanto, ehm…), i prezzi dei singoli libri, posto che uno decida poi di comprarli, le modalità di pagamento… Insomma, in una settimana sono diventato uno dei tre maggiori esperti mondiali di e-bookkismo, per lo meno dell’Eurozona (che il cielo se l’abbia in gloria).

Poi, giusto per chi sostiene che il destino è un’invenzione di qualche fanatico o inguaribile romantico, ti va a capitare che un venerdì, o sabato che fosse, si va all’Iper di V. a fare il pieno di frutta, verdura e generi di conforto i più disparati (disparati loro, disperati quelli che alla fine si ritrovano alle casse). Morale, cosa succede di tanto curioso? Che vedo in una bella vetrina messa in evidenza nel reparto elettrodomestici & affini proprio quell’e-book che i miei studi approfonditi mi avevano portato ad insignire del titolo di top-one. Metto il trattino, perché topone senza trattino è un’altra cosa (o animale, se si vuol essere precisi).

Buò. Guardo, leggo e… ATTENZIONE!!! sconto cinquantapercento, fiftipersent sull’oggetto dei desideri. Il che, a grandi linee, lo avrebbe fatto costare come un libro in edizione cartacea, anche se non economica. Promozione valida dal lunedì successivo. Ne consegue che immediatamente si programmano le attività del prossimo lunedì mattina. Non dopo aver chiesto delucidazioni circa l’orario di apertura, perché la mia dolce metà, visto che il pessimista di casa sono io, già dava per scontato che i pezzi a disposizione non fossero più di quattro. Quindi, se aprono alle nove e mezza sarà meglio essere qui alle sette.

Ho cercato, e sono anche riuscito, di spiegarle che forse facendo un’operazione del genere avevano pensato di comprare qualche migliaio, o almeno centinaio, di pezzi dal produttore. E che in aggiunta, forse non c’era tutta la Lombardia al corrente della cosa o tutti i lettori compulsivi in attesa dell’occasione della loro vita. Il che mi ha permesso, lunedì, di fare una colazione tranquilla senza dover trangugiare il cappuccino ma potendo anche indugiare un pochino nello spalmare la marmellata di arance sul pane tostato.

Ad ogni buon conto, alle novezerouno eravamo davanti alla porta dell’Iper. E l’operazione-affare-del-secolo ha potuto essere portata felicemente a compimento. Una volta a casa, visto che là navigo con una scalcinatissima chiavetta internet e che per di più uso un portatilino del 1948, ho passato una quindicina di giorni o più a sognare sfrenati download, ricerche spasmodiche per titolo o autore, immaginando di rendere l’attrezzo pesante e gonfio di titoli, dando sfogo a tutti i desideri repressi in tanti mesi di digiuno.

Beh, ora sono a casa. E non proprio da ieri. Le ricerche sono iniziate, hanno avuto un successo insperato, mi sono scatenato. Ho scavato e sondato quanto più non avrei potuto tra le ricerche per autore, arrivando, come mi sucede sempre, a dimenticarmi perfino i nomi degli autori che da settimane sognavo di prendere di mira.

Ecco. Mi sono chiesto, e l’ho anche considerato facendo un confronto empirico, quanto spazio porterebbero via settantaquattro libri che qui stanno belli caldi ad aspettarmi pazienti e già riorganizzati in “scaffali” per autore… Ogni giorno, più o meno, mi viene in mente qualche ricerca da fare. E quasi puntualmente questo significa rimpinguare il carniere. Fantastico. Vado in giro e mi porto più di settanta titoli appresso. Cosa si può volere di più? (Un Lucano no, che non mi piace per niente, oltretutto).

Ah, piccolo dettaglio: c’è anche il sudoku nel diabolico strumento. Il livello principianti più o meno corrisponde a un livello “medio” dei giornali di enigmistica. Ci credete (dico a chi apprezza il sudoku) che ci si passano le mezze ore?

Bene, detto questo posso anche prenderla con filosofia se mio fratello non mi rifornirà più. Ho trovato le mie strade. E mo’ chi le abbandona più?

Ionnighitar


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