Del più e del meno (e una cagnolina)

Maddy 2Lo scorso Louit XV (Luì chens, detto anche ‘uichens o Weekend per chi vuol far vedere che sa sempre tutto), trasferta a Bologna con appendice che si è trascinata a lunedì. Tanto Ch. ha qualche anno di ferie arretrate che non le pagheranno mai, meglio approfittarne. E poi, visti gli orari e i giorni di riposo di Giaco sarebbe stato discretamente cretino andare sabato pomeriggio, per stare con lui mezz’ora e poi vederlo andare a lavorare e rientrare verso le undici. Infatti, tra parentesi, è arrivato alla una meno un quarto… Sabato sera hanno finito tardi, c’era parecchia gente e una volta spediti gli ultimi ritardatari c’è ancora tutto da ripulire e riordinare. E sarebbe stato altrettanto cretino, potendolo evitare, ripartire la domenica pomeriggio e perdersi la sola serata possibile per cenare insieme. Tutto questo per avanzare la teoria, magari discutibile, che non siamo proprio tutti e completamente cretini.

Breve resoconto, dato che so che il web muore dalla voglia di sapere? Occhei. Viaggio con Italo (il treno, perché il mio amico Italo credo avesse altro da fare e comunque non penso si sarebbe prestato a caricarmi alla stazione Garibaldi ed espellermi a Bologna Centrale). A proposito, a Bologna hanno finito la stazione per i treni AV (alta velocità). Avveniristica, tecnologica, ovviamente ipermoderna. E altrettanto impersonale, fredda e inospitale in maniera inquietante. Triste e fredda, non solo per temperatura. Sono contento di esserci arrivato perché adesso so che per uscirne (e di conseguenza entrare quando riparti) devi mettere in conto una decina di minuti buoni. Il che ha dell’assurdo, se si pensa che poi il viaggio in treno dura un’ora.

Vabbè. Arrivati sotto un’accogliente pioggia fine fine di quelle che ti si infilano anche nelle cuciture dei boxer (forse se portassi gli slip non succederebbe. Forse), Giaco era fuori ad aspettarci nonostante le mie proposte di lasciarci fare il tragitto a piedi. Tanto, a parte gli attraversamenti, nel centro di Bologna sei praticamente sempre sotto i portici. Ma lui, figliuolo di buon cuore e attento agli acciacchi e alle fatiche degli anziani genitori (genitore 1 e genitore 2), non ha voluto desistere. E ci ha portati a casa sua, dove ci aspettavano, ovviamente, Virgi e Maddy (si pronuncia Meddi). Chi è Maddy????? Chi è Maddyyyy??? Beh, sono qui apposta per dire chi è Maddy, un po’ di calma, no?

Diciamo subito che è un’esemplara di Irish Terrier di cinque mesi entrata in famiglia da due. All’anagrafe si chiama Madeline, che per me, rozzo e ignorante, si sarebbe dovuto pronunciare alla francese Madlìn. Invece, dato che Virgi è Italoinglese naturalizzata americana e quindi conosce discretamente l’inglés, ma soprattutto dato che è lei che ha scelto il nome, si deve chiamare nei salotti buoni Medlain, per i parenti gli amici e i genitori dei suoi “padroni” si chiama, appunto Meddi. Marò che brutto “padroni”. D’altra parte come devo dire? Magari offendo qualcuno, ma quando sento chi si autodefinisce “papà” o “mamma” di un cane o di qualsivoglia animale, magari di un pesce rosso (Carassius Auratus), mi aumenta l’autostima e mi sento estremamente intelligente. A dispetto del fatto che un cane io l’abbia avuto e gli volessi un bene dell’anima. Ma era un cane, per la miseria.

Per fortuna i due bolognesi mi pare siano nella giusta dimensione. Coccolano la ragazza in modo misurato, pur adorandola. Ma le hanno attribuito la giusta dimensione. Beh, Maddy, che immagino si sarà intuito, è il soggetto delle due foto allegate a questo post, è di una simpatia e di una bellezza uniche. E qui faccio ammenda e pubblicamente ammetto. Il fatto che abbia un muso così stupendamente bello e il resto in sintonia probabilmente influisce sul mio giudizio. Però non so bene fino a che punto… Ho visto cani bellissimi che riuscivano comunque a starmi sulle. O più correttamente, difficilmente ho giudicato belli cani che mi ci stavano. Sono tremendamente poco obiettivo. Lo so, ma per lo meno non ho difficoltà a riconoscerlo.

Come devo ammettere, ma spero che di questo nessuno faccia arrivare notizia a qualcuno in famiglia, che avere avuto Maddy tra i piedi (letteralmente) per due giorni mi abbia fatto tornare il desiderio di un amico-cagnolozzo. Me lo faccio passare al volo. Primo, perché è un impegno che non mi sentirei più di affrontare. Secondo, perché sono stato troppo male a suo tempo, dopo che per anni Poldo era stato la mia ombra 24 ore su 24. e non sono mai riuscito ad abbracciare la filosofia di chi, perso un cane, lo rimpiazza nel giro di tre giorni con un altro, magari uguale. Non ci riesco.

Comunque, che dire? A Bologna sto sempre bene. Mi piace. Eppure la vivo sempre con un sottile senso di malinconia, di abbandono, di distacco imminente. Perché regolarmente, appena arrivo, la mente si fionda al pensiero di quando, dopo una manciata di ore, aspetterò il fratello di Italo che mi riporti a casa. È da scemi? Quasi certamente sì. E oltretutto mi dà un fastidio cane (appunto), ma ci posso fare pochino. Qualche volta cerco di pensare che quei lunghissimi, interminabili ventuno mesi in cui Giaco ha vissuto a Londra erano cosa ben peggiore. Ma serve a poco. Un’altra filosofia che mi è estranea è quella del “potrebbe andar peggio” o quella del “mal comune mezzo gaudio”, che non c’entra, ma che non sento comunque mia. La prendo come viene. Posso farci qualcosa? Ovvio che no. Quindi, così sia.

Dimenticavo: tra meno di un mese i due bolognesi si faranno un giretto di tre settimane tra New York e Miami. E Maddy? Beh, Virgi diceva che è talmente pentita di doverla lasciare a casa che quasi quasi rinuncerebbe. Forse ci si poteva pensare prima. Qualcuno ha sperato che ci fosse affidata per un lungo stage di dogsitteraggio. Insomma, che venisse messa a pensione in casa Ionnighitar. Invece è stato deciso che starà a Bologna con la mamma di Virgi. Mannaggia che invidia!!! Ma è meglio così. So che è meglio così. Non fosse altro che per il fatto che qui ci sarebbero croccantini alla milanese, là teglie di lasagne alla croccantina e dell’ottimo Lambrusco. Anche se non so se ancora glie lo permettano, data l’età. Ciao, Maddy.

Ionnighitar

Maddy 1


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