Cicli e ricicli (a volte tricicli)

La mia bambina

A volte ritornano, si dice, no? Cosa? Boh, un po’ di tutto. Passioni, hobbies, curiosità, persone, anche. Magari passa un anno, o due, o anche di più e così, senza che tu programmi niente, senza che minimamente te lo aspetti… zac! Ti ritrovi a vedere o incontrare qualcuno che in un modo o nell’altro ha fatto con te qualche passettino nelle tue esperienze e che ormai davi per scontato di non incontrare più. O piuttosto, per iniziativa non tua ma di qualche altro volonteroso, ti rimetti a fare qualcosa che consideravi archiviato, accantonato, ficcato a forza nello schedario delle esperienze chiuse e dei ricordi.

Marò, e che è, sto diventando poeta? Insomma, tanto per cambiare la prendo alla larga per dire che forse, ribadisco forse e sottolineo forse riprenderà l’attività della band. Che non può in ogni caso partire senza il corollario di qualche aneddoto o spunto polemico/critico (ma sempre in chiave umoristica). E poi, santa pazienza… se sono qui a scrivere e il blog si sta ingrassando di un nuovo post è perché ho deciso di riaprire questo angolo di chiacchiere e scemenze che probabilmente lascia il tempo che trova presso un pubblico ormai di proporzioni oceaniche ma che ha invece per me un effetto taumaturgico e rigenerante. Fermatemi: non so dove potrei andare a finire di questo passo.

Insomma, salvo errori ed omissioni siamo già andati tre-volte-tre nelle mitiche salette prova della Freesound, come di prammatica decentemente sporche, disordinate, un po’ puzzolenti e mancanti ora di leggio, ora di sedie, a volte di altro ancora. Non di una batteria, per fortuna (beh… che sia una fortuna è ancora tutto da dimostrare) e di amplificatori che quasi sempre funzionano senza dover per forza ricorrere alle maniere forti.

Confesso, visto che i miei compagni di sventura non leggono il blog, che faccio ancora un po’ fatica a ritrovare l’entusiasmo di una volta. Tornerà? E chi può dirlo. Per adesso andiamo avanti così, navighiamo a vista. Poi si vedrà. Le prime due uscite sono state limitate ai quattro dell’Ave Maria, cioè Ric, che non può ovviamente mancare, a meno che non decida di venire a cantare e suonare con noi Zuchero, o la Pausini e allora potremmo fare a meno di Ric. Anche se per me sarebbe come tradire mia moglie, cosa che mi ripugna solo al pensiero. E poi Ric ha una voce che ce l’ha solo lui. La Pausini può starsene al paesello. Poi c’era, altrettanto ovviamente, Fabio. Sempre più attrezzato, con una serie di pedali per gli effetti che ancora un po’ deve farseli portare da GLS e farli piazzare in sala prova una mezz’ora prima del nostro arrivo. Per essere sinceri l’effetto che i pedali, appunto, degli effetti producono è senza dubbio positivo. E poi Fabio sa suonare, che cavolo… Mi fa morire quando, mentre stiamo suonando un pezzo, magari nuovo (una probabilità su otto milioni che si tratti di una novità), mi fa strani cenni che regolarmente capisco a musica finita. Voleva dirmi di inserirmi e inventarmi un po’ di assolo da affiancare, accavallare e intrecciare col suo. Ma dico, Fabio, sei fuori? Ma la vuoi capire che i soli assoli (sta male ma se si chiamano così non è colpa mia) che io possa fare li ho imparati quarantasei anni fa e da allora ripeto solo quelli, senza divagazioni e varianti? Che poi, scusa, ragiona: se avessimo potuto fare a meno di un solista con i contro… perché c’ero già io, non vorrei dire ma forse non ci saremmo nemmeno mai incontrati. Invece la band aveva un solista a mezzo servizio (io) e abbiamo deciso di migliorarci. Ecco perché ci sei e meno male che ci sei. Anche perché Fabio, dovete sapere, è qualcuno che ti fa davvero piacere avere accanto. Anche se non suonasse. Forse.

Poi, a parte il sottoscritto, altrettanto ovvio che ci fosse il batterista. Colui che ama definirsi batterista con l’hobby della pediatria. Il che mi fa preoccupare, sinceramente. In genere un lavoro che fai da tutta la vita, volente o nolente lo fai meglio di quanto tu riesca a sviluppare a livello di hobby. Quindi il pensare che tanti fantolini sono riusciti a crescere sani a dispetto del pediatra per hobby mi dà qualche brivido. Detto questo, dopo non so quanti anni di ostinata pratica percussionistica, il nostro ha ancora avuto modo di ribadire uno dei suoi concetti fondamentali: i pezzi italiani sono più facili di quelli in lingua straniera (inglese, dato che ancora in arabo non abbiamo imbastito niente). sarà. A questo punto comincio ad avere il sospetto che lo stupido che non riesce a cogliere la sottile differenza sia io. Ma tant’è.

All’invito corale di proporre cose nuove, come ha sempre fatto dal 1724 ad oggi ha avanzato l’ipotesi di affrontare pezzi di Eros Ramazzotti o Jovanotti. Forse è la desineza -otti che gli piace. Peccato che ancora non sia riuscito a cogliere che con la voce di Ric e il nostro sound, tutto o quasi puoi pensare di suonare. Tutto, meno Ramazzotti, Jovanotti, Pavarotti, Giorgia, la Pausini, e i tre che io ho messo off-limits pena la mia rinuncia definitiva a far parte della band: Venditti, Baglioni e… e… e… faccio anche fatica a scriverlo, i Pooh. Il guaio è che da sempre lui ascolta poca, pochissima, quasi niente musica. Se non Jovanotti & Ramazzotti. Il che rende più difficile fargli digerire il fatto che in realtà il mondo musicale è leggermente più vasto del suo orizzonte. Vedremo.

Infine, lunedì e lui davvero dopo tanto, tanto tempo, è arrivato anche Gio. Basso. In effetti non è altissimo, anzi. Ma per giunta suona il basso. E un basso ci vuole sempre, perché insieme alle percussioni costituisce l’anima “ritmica” dell’insieme. Anche se ritmica in senso stretto sarebbe quello che facciamo Ric ed io con le chitarre. Però sta di fatto che la sezione definita ritmica è quella. E ce la teniamo. Ehm…

Per la prossima volta compitino: pensare a qualche nuovo pezzo da fare perché dei soliti non se ne può più. Tra le altre cose Gio ha proposto qualcosa di nuovo: i Creedence, che suoniamo credo da vent’anni. Ma lui, evidentemente, si è distratto ogni volta. Dubito che suoneremo -otti & -otti. Io, che oltre che rompiballe sono anche limitato e monocorde, non vado quasi mai nelle proposte oltre Clapton o Mark Knopfler. Al punto che ormai manco mi ascoltano più. Che dite: non conosco niente del genere metal… potrei cominciare a farmi una cultura? Potrei cominciare ad innestare un gemoglio nuovo in una pianta che altrimenti rischia di avvizzire? Ci farò un pensierino. Ma prima mi devo documentare. Va da sé che vi farò sapere. Vi sento ansiosi di conoscere gli sviluppi. Buona musica a tutti.

Ionnighitar


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