Chi si vede…

Roba da non credere… uno si assenta per quasi quattro mesi, tace, non scrive, fa lo gnorri, l’indiano e anche la muta di Portici e poi… zac, rispunta dal nulla come se niente fosse e si rimette a sproloquiare come se nulla fosse successo. Ma dove siamo? Ma vi pare il modo? Ma chi credete di essere? Ah, già, chiedo scusa: il latitante sono io, dimenticavo. Sparito, desparecido, lost, ma ancora vivo (tocchiamo ferro, ma preferibilmente non Tiziano Ferro, che ha orientamenti sessuali appena appena diversi dai miei, e non approfondiamo l’argomento). Insomma, è vero. Quattro mesi di silenzio, di nulla al cubo, di paralisi o paresi del neurone. E qui dentro uno sfacelo di ragnatele, roba ammonticchiata che non so più nemmeno con quale criterio sia stata archiviata. I miei quadri??? Boh. Le foto??? Beh, da qualche parte saranno pure, ma tanto avendole fatte io le conosco piuttosto bene e non mi serve andare a rispolverarle. Oltretutto, grande sorpresa, ho potuto constatare che, a parte le sporadiche visite fatte da me al blog inattivo per controllare le serrature, per vedere se avessi lasciato aperta qualche finestra o, non sia mai, la porta, mi sono accorto che, nonostante tutto, c’è sempre stato un discreto traffico di visitatori. Sono capitati periodi di magra, con uno o nessun (rarissimo) aficionado e periodi migliori, con due o più (tre) passaggi. Grazie, anche se non so a chi io lo debba rivolgere. Faccio prima a dir grazie a chi passerà. Hai visto mai che con l’occasione passi qualche nuovo lettore/trice? O hai visto mai, caro/a nuovo/a lettore/trice, che questo post sia stato scritto appositamente per darti il benvenuto/a?

Allora, vediamo… pensavo, per rispolverare gli antichi fasti e confermare la mia ormai consolidata fama di bastian contrario, di affrontare con spirito critico un paio di aspetti del costume nazionale… La pubblicità demenziale, in primis. E su questa chi mi legge sa che quasi potrei mettere insieme un compendio in quattordici tomi. La seconda… ve la dico dopo, se no che gusto c’è a spiattellare tutto nel sottotitolo?

Dunque.  I vecchi (pardon, affezionati) lettori, se dotati di buona memoria e attenti alle vicende del blog più ancora che alla loro quotidianità domestica, sanno che ho già stigmatizzato il comportamento di quel decerebrato che, titolare di un negozio Conad, si alzava alle tre di notte per andare a vedere se aveva sistemato per benino le merci sui banchi. Lasciando a casa, sola e incustodita, la sua dolce metà, che mi sono augurato mille volte di veder cogliere l’attimo per rendergli la pariglia omaggiandolo di un palco di corna degne del più stimato cervo delle foreste nordamericane. Sarà successo? Lo spero proprio. Ma l’agenzia che cura la comunicazione di Conad non ci ha concesso di saperne di più. Omertosi.

Ora invece, e la cosa raggiunge vette forse ancora più alte, la musica è cambiata. Musica che è supportata da un martellamento talmente fitto che prende quasi le forme di una persecuzione o tortura psicologica. Già, perché adesso la scena si svolge così: il genio è pensoso, nel soggiorno di casa. Siamo comunque di sera, poco prima del segnale di ritirata e dell’intonazione del silenzio (dei giusti e dei meno giusti). Lui pensa, dunque. E lei, un’aquila, un premio Nobel del pensiero sottile, gli chiede: “Allora, vieni a letto’?”. Denunciando così, coram populo, cosa le sta passando per la testa (maliziosi che non siete altro).  La risposta, che si arricchisce di innumerevoli punti di sospensione, è: “Stavo pensando….” il che, conoscendo il tipo, già mi pare un miracolo. Lei di rimando lo interrompe e, sicura della fedeltà suo compagno ma soprattutto piena di fantasia, spara: “A un’altra donna?”. Ora, dico io, ma sei scema o sei scema? Primo, non lo sai che quando quella testina di vitello di tuo marito pensa lo fa perché non sa se e come migliorare l’esposizione dei finocchi (in senso letterale) e delle melanzane? Non ti è bastato vederlo uscire alle tre? Ops, a meno che tu non pensassi che andava a sollazzarsi con la cassiera. Anche questa è una possibilità. Ma non mi sembra così acuto.

Insomma, l’interrogato a domanda risponde: “A milioni di donne”. E hai detto niente… goloso, non potevi accontentarti di una, due massimo, se sei esageratamente esuberante? E poi, figliuolo bello, lei ti domanda se pensi a una donna e tu, imbecille, metti in piazza tutti  i tuoi altarini? Sei talmente imbranato e ingenuo che in fondo mi fai tenerezza. Sembri me. Credevo di avere l’esclusiva.

Chiarito, per fortuna, che tanto per cambiare il milione di donne era visto in veste di clientela varia ed eventuale, chiarito che latte, farina e non ricordo più cos’altro saranno messi in vendita a prezzi stracciati e bloccati, i piccioncini raggiungono sereni e birichini il talamo nuziale. E qui, ragazzi, l’apoteosi della scemenza. Lei. In camicia da notte, sotto le lenzuola, con l’aria da furbina… Ci regala la vera verità dell’anno: “Stanotte le donne saranno contente. Una sicuramente”. E ridacchia con malizioso sottinteso. Non riesco a capire cosa sottintenda. Devo trovare qualcuno che mi spieghi. Alla gentile signora sarei tentato di rispondere: “E sta a vedere che la sola al mondo che stanotte rimane contenta (mi pareva sconveniente scrivere soddisfatta) sei tu. Presuntuosa”.

Ora, io capisco che la poveretta debba rifarsi delle notti andate in bianco passate ad aspettare che lui riordinasse gli scaffali, capisco anche che abbia le sue esigenze, non ha novantott’anni e credo sia ancora una birichina. Ma santa miseria, se devi farci sapere che Conad è attenta ai tempi duri, che vuole mostrarsi amica e facilitarci le cose restituendo al nostro portafogli parte della dignità perduta, ma c’è davvero bisogno che noi veniamo informati delle vostre performances o anche solo dei tuoi desiderata notturni?

Sono bacchettone? Retrogado? Invidioso? Ma dai!!!! Semplicemente sentire questa suonata che prima è gelosa del milione di donne e poi le gratificherebbe con grande libidine del gesto dell’ombrello quando riesce a impossessarsi dei lombi del suo legittimo consorte mi mette tristezza. E rabbia. Polemicus? Ovvio. Ma non dite che non vi avevo avvertiti.

Ecco. Come sempre l’argomento due non ci sta. Non è opportuno un post che vada molto oltre le mille parole. E io sono sempre malato di logorrea. O grafomane, se preferite. Mi toccherà per forza allietarvi quanto prima. Ma di anticipazioni non se ne parla. Hai visto mai che la vena scriptoria si esaurisca di nuovo? Vedremo. State all’erta. E grazie, per la visita e per la fedeltà.

Ionnighitar


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