Basso è bello

180px-Bass_clef.svg Questa che vedete qui accanto è una chiave di basso. E’ riportata all’inizio di ogni spartito musicale scritto, appunto, per chi suona il basso. E qui si ferma la mia competenza, perché non ho mai saputo leggere la musica, nemmeno in chiave di violino. So dove sono le posizioni delle diverse note sul pentagramma, ma se dovessi mettermi ad interpretare solo una frase di sette o otto note rischierei di metterci un quarto d’ora buono. Quindi diciamo che questa chiave di basso ha solo una funzione introduttiva e di abbellimento estetico.

Nel penultimo post ho dato conto delle manovre all’interno della band… potevo non mettere un aggiornamento e lasciare così le orde di lettori che si fiondano quotidianamente in questo blog con l’ansia di sapere, con il desiderio insoddisfatto di conoscere sviluppi e impressioni. Mai. Fosse solo perché sono troppo buono per sopportare di saperli in ambasce.

Si diceva dunque degli acufeni (rumori vari, fischi e sibili) che affliggono Gio, il bassista ufficiale. A parte il fatto che mi è giunta voce che non può per questo motivo suonare con noi il lunedi, ma in compenso è andato a suonare con altri il giovedì, resta il fatto che conosco molto bene il problema e non sono ottimista su una sua pronta guarigione.

Pare che quelli con cui ha suonato, cornificandoci, tengano un volume più umano e che, nonostante quasto, lui debba usare delle cuffie per limitare l’aggressione dei decibel ai suoi martoriati timpani. Sper solo che non abbia usato una cuffia da bagno, magari abbellita da fiori o da qualche cavalluccio marino. In ogni caso, credo sia libero di suonare o non suonare e, posto che suoni, di farlo con chi gli pare. Sembro polemico ma posso garantire che è l’ultima cosa che mi passa per la testa.

date le premesse, dunque, con una settimana di ritardo mi sono deciso ad accontentare le richieste degli altri tre compagni di scorriBand…e, e ho lasciato a casa la mia adorata Les Paul, che mi ha guardato storto mentre uscivo. Non ha torto, mannaggia, l’ho scostata per prendere il basso che era appoggiato proprio dietro di lei, avrei voluto vedere voi al suo posto se sareste rimasti indifferenti.

Il basso, non ricordo se l’ho detto, ha un grosso difetto: pesa una cifra. Anche una e mezza. Credo, ad occhio e croce, che pesi il doppio di una chitarra. Il che ha già comportato un grosso sacrificio nel tragitto da casa alla sala prove. In aggiunta, ero piuttosto dubbioso sull’opportunità della scelta, perché, pur non dovendo sostenere un confronto con un predecessore di livello eccelso, sarebbe stata a tutti gli effetti la prima volta che provavo a suonare il basso insieme agli altri. Avevo provato a casa, da solo, con scarso successo e poca soddisfazione.

La sola cosa che mi faceva stare abbastanza tranquillo era il fatto che le insistenze perché provassi erano state unanimi e corali e che suoniamo insieme da così tanto tempo che sapevo di poter contare su comprensione e indulgenza sparse a piene mani. Invece…

Per la miseria, intanto mi sono divertito un sacco. Almeno quanto suonando una chitarra. Ma questo vi pregherei di non riferirlo alla mia Les Paul perché non sarebbe carino. E poi… e poi, pur mettendo in conto che volessero incoraggiarmi o spronarmi, i tre porcellini non soltanto si sono ripetutamente complimentati, ma… lo dico? Un po’ arrossisco ma tanto non mi vedete. Hanno dichiarato che nella storia della band era la prima volta che potessero dire con convinzione di avere un “basso”. Il che comporta forse un giudizio non del tutto lusinghiero sui due miei predecessori, ma mi fa gonfiare come un tacchino e fare la ruota come un pavone.

Poi, ma questo ve lo dico nell’orecchio, anche se non sono il tipo che si autoincensa, qualcosina di musica ormai mastico. nel senso che capisco se un insieme di strumenti sta generando suoni o rumori. Beh… oltre ad essermi divertito davvero tanto, oltre ad essere rimasto colpito dai riconoscimenti degli altri, credo onestamente che un passettino in più rispetto a prima si sia visto e sentito.

Detto questo, mentre fino alla scorsa setimana ancora non avevo ritrovato l’entusiasmo e il piacere di tornare a suonare, il mio nuovo attrezzo di lavoro me l’ha procurato. Ho chiesto il permesso, almeno qualche volta, di ripresentarmi con la mia Les. Mi è stato accordato. Comincia una nuova fase. Per condensare in un concetto la mia carriera di musicante, direi che ora, finalmente, si può dire costituita da alti e bassi.

Ionnighitar


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