Ancora tu?

Ancora tu? Ma non dovevamo non vederci più? In effetti… Ma insomma, è che sta cosa deve trovare il momento giusto per prendere l’avvio. Succederà, a breve credo. Ma nel frattempo ci sono piccoli dettagli da sistemare e mettere a punto, per cui eccomi qua. E, se devo dire la verità, ho riflettuto, ci ho pensato. Perché dare per scontato che il blog chiuda per cessata attività? Dai, magari non si riesce tutti i giorni, magari con post che sembrino finalmente post e non diciannove capitoli di Delitto e Castigo.

Sono leggermente più ottimista. Sta a vedere che magari sia la chiave giusta per affrontare le cose. Nel frattempo mi sto rinfrescando la memoria su materie che ho studiato un migliaio di anni fa e che poi per un certo periodo ho frequentato ma in modo un po’ diverso da quello che mi aspetta nell’immediato futuro. Vedremo. Com’era la faccenda? Gli esami non finiscono mai? Ecco, in effetti nemmeno le lezioni, i ripassi, gli aggiornamenti. D’altra parte se s’ha da fa se fa (questa me la segno, è una massima che passerà alla storia).

Giusto per riempire, un breve cenno alla cena di ieri sera. Molto piacevole ritrovare amici che non si vedono da tanto tempo. Altri che si sono visti più di recente ti fanno meno impressione (in senso buono, dico). C’è ovviamente sempre chi ha la delicatezza di scegliere e snocciolare nel dettaglio argomenti che ti fanno sentire (sentirci, a me e Ch.) tagliato fuori ma che ce voi fa’… sia la sensibilità che l’educazione che il buon senso non sono né una dotazione di serie né un obbligo. Fossero optional, e di lusso magari, i sciuri con i dané si precipiterebbero a comprarli giusto per far vedere al vicino che loro ce l’hanno e gli altri no (da scemi, perché sono convinto che se ce li hai ce li hai, se no ti attacchi. Educazione a parte, che può anche essere acquisita con l’impegno e l’applicazione).

Ho avuto ancora una volta modo di polemizzare e sottilizzare sul concetto di amicizia vera, sul fatto che, se anche un vecchio amico per motivi suoi, validi per lui, incomprensibili per altri a meno che non si voglia cercare di comprenderli, si allontana o smette di frequentarti, invece di offenderti e rosicare ogni volta che se ne parla dovresti prendere le tue belle gambette, farti un giro, magari sacrificando un impegno mondano del sabato e andarlo a trovare. Solo per un saluto. Senza recriminare. Senza polemizzare. Senza cercare di fargli ammettere e riconoscere le sue colpe. Per un piccolo, semplice, elementare motivo: perché lo consideri tuo amico. In caso contrario, taci, per pietà, e smettila di dichiararti così irrimediabilmente ferito e deluso dalle sue assenze. Scusate, ma mi veniva meglio usare questa forma e mi sono un po’ scaldato. Ma ho deciso, avvicinandosi la demenza senile, che d’ora in poi non le mando a dire a nessuno.

Per parlare di piacevolezze, velocemente e per quanto mi riguarda, un antipastino di mare caldo che si scioglieva in bocca, con gamberetti, polipo, altre cosucce tipo polpa di granchio di aragosta e di granseola, credo, da resuscitare un morto. Immaginatevi l’effetto su un vivo. A seguire una polenta e baccalà alla vicentina da premio Oscar, Nobel, Leone d’Oro, Gondola di Venezia, Zecchino d’oro. Sublime. Forse ancora un po’ più che sublime. Non amo i dolci, ma una specie di ciotolina di croccante o simile, riempita di crema pasticciera e frutti di bosco ha concluso in modo degno. Con la presenza costante di un Arneis decisamente eccellente. Grazie, amico ospite. Non potrò mai ricambiare o per lo meno non a questi livelli. A meno che non mi valutino bene la casa. La cosa che mi fa dormire tranquillo è che tu, di fronte alla mazzata che di certo ti sei trovato  sfornata sotto il naso non hai nemmeno fatto un plissé. C’est normale. D’altra parte sto posto lo conoscevi bene, sei un habitué.

Usciti dal locale c’è stato chi, in modo molto discreto e garbato, quando già eravamo di spalle e a un paio di metri dalla gentile consorte del nostro ospite (quindi ospite a sua volta) andando in direzioni opposte, ha trovato parole carine per sottolineare come la chirurgia estetica a volte faccia molti più danni di un lento e impietoso processo di invecchiamento. Curiosi eh? E va bene: «Ragazzi, che roba… ma avete visto? Sembra un pesce palla da tanto si è fatta tirare e gonfiare». Per fortuna di parlava di chirurgia del viso. E per fortuna la signora (spero) non ha sentito. E per decenza nessuno ha fatto altri commenti che si sarebbero potuti sprecare nei confronti di chi non è mai ricorso/a alla chirurgia estetica, E si vede. Oh… se si vede!! mannaggia. Basta. Sono perfido e maligno. ma sono il vendicatore implacabile. Che foto mettere? Quasi quasi….

Ionnighitar

Ladies and gentlemen, His Royal Highness,
the Baccalà alla Vicentina

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