Al rogo, al rogo!

Come ho già scritto in passato, quando la sensazione è di aver poco da dire è meglio non dir niente. Altrimenti si finisce col fare la figura di quelli che aprono bocca solo per far prendere aria alle gengive. E in quei casi le fesserie si sprecano. Non che poi io riesca necessariamente ad evitare di scrivere fesserie se decido di riaffrontare il blog, ma per lo meno lo faccio con una tenue speranza di parlare di qualcosa che si lasci leggere. Quindi, rieccomi qui, su questi schermi. Come sempre con una serie più o meno lunga e dettagliata di premesse.
Punto primo: scriverò di una trasmissione, il Maurizio Costanzo Show, puntata “Uno contro tutti”, che ha avuto come bersaglio dello sdegno collettivo e degli strali inquisitori tale Fabrizio Corona. Personaggio (ahinoi) assurto all’onore delle cronache anni fa per una serie interminabile di comportamenti e azioni che gli hanno fruttato un lungo soggiorno nelle patrie galere. Lo premetto perché capisco che, magari, qualcuno preferisca fermarsi qui e dedicare il proprio tempo, che ne so, a un torneo di pari o dispari o a uno schema complicato della settimana enigmistica. Forse lo farei anch’io, ma dato che stavolta sono io a scrivere, mi sa che mi tocca restare fino alla fine. Gli assenti saranno quindi ampiamente giustificati, senza offesa.
Punto secondo: non amo, né credo che amerò mai i talk-show, che spesso trovo stucchevoli e noiosi, soprattutto se conditi dalle liti verbali in cui nessuno capisce bene cosa stia dicendo l’altro ma tutti hanno da dire tutto il peggio di tutti. Mi capita occasionalmente di vederli, più che seguirli, quando il palinsesto è talmente sconfortante da non lasciarti alternative. Qualche volta, però, ti danno la possibilità di scoprire aspetti fino ad allora sconosciuti della personalità di qualche personaggio famoso, perché racchiudono in sé una tremenda insidia: possono far uscire allo scoperto, nel bene e nel male, caratteristiche che abitualmente vengono tenute sotto controllo dal savoir-faire che il ruolo di personaggio pubblico impone.
Punto terzo: non sono né credo che sarò mai un estimatore del sunnominato Corona, che ho sempre trovato insopportabilmente arrogante e strafottente, senza entrare nel merito delle sue prodezze che l’hanno portato dritto dritto e per un bel po’ di tempo nel carcere, mi pare, di Opera. Ciò non toglie che io abbia sempre trovato grottesco e sospetto che, pur con un curriculum di reati di tutto rispetto al suo attivo, si sia beccato una condanna cumulativa a tredici anni quando, per fare un esempio ricordato anche ieri in trasmissione, il comandante Schettino se ne va ancora in giro a piede libero come se niente fosse, sfoggiando una sfacciataggine e un’arroganza che non hanno proprio niente da invidiare a quella di FC.
Detto questo, veniamo al dunque, al clou della serata. Lite furibonda con Alessandro Cecchi Pa(v)one che, offeso e leso nell’onore e nell’orgoglio (quale? Quello gay?) si è alzato sdegnato dalla poltrona abbandonando lo studio. Nessuno sa, almeno ufficialmente, cosa possa aver provocato tale reazione, perché l’audio è stato oscurato. In realtà Corona pare gli abbia rinfacciato di aver usato il proprio outing (il dichiarare al mondo le proprie preferenze in ambito sessuale) per guadagnare in visibilità e farsi pubblicità gratuita in un periodo storico nel quale il senso di attrazione fisica tra due persone di sesso opposto pare essere diventata cosa quasi disdicevole se non curiosa. Curioso.
Sarà vero? Chissenefrega. È stata elegante l’uscita di Corona? No di certo. Se la meritava ACP? Poco, ma sicuro. E che cavolo!
Aveva passato la serata a guardare e trattare “l’imputato” con aria di superiorità e sufficienza, tacciandolo più o meno velatamente di ignoranza, di pochezza morale e intellettuale, dichiarando a chiare lettere che il pubblico avrebbe dovuto pensare a discutere e discettare su qualche premio Nobel invece che su un elemento di tal fatta. Non mi è chiaro a questo punto, sapendo chi si sarebbe trovato di fronte, il motivo per cui l’esimio giornalista abbia accettato l’invito di Costanzo anziché dichiararsi impegnato in un torneo di rubamazzetto, ma queste son cose che non si potranno mai spiegare. Sta di fatto che il Paone se l’è cercata. Ma chi è? Soprattutto, chi crede di essere? Gli hanno spiegato che la Santa (chiamala Santa…) Inquisizione è stata abolita da qualche annetto? Che nessuno l’ha mai investito del ruolo di censore dei costumi e della morale del mondo intero? E poi, benedetto figliolo, se accetti un certo tipo di contraddittorio con un personaggio di infimo ordine come quello che, reprimendo moti di ribrezzo, hai dovuto accettare al tuo cospetto, puoi aspettarti, dopo averlo provocato e stuzzicato a raffica, che ti veneri e ti chiami “sua immensità”? Beh, perché se te l’aspetti, lasciatelo dire, sei scemo vero eh. Lasciatelo dire, Cecchi Paone: hai fatto una pessima figura per le idiozie che sei riuscito a snocciolare, al punto che potevi quasi sembrare d’accordo col Corona per farlo apparire una vittima e poi… beh, poi alzandoti stizzito e guadagnando l’uscita in quel modo hai dato chiara e forte l’impressione di essere una checca isterica. Si può dire? Io lo dico. Poi, vedi tu.
Se non altro il CP si è trovato in buona compagnia: accanto a lui una Bonaccorti che ha suggellato con un “vergognati” indirizzato a Corona tutta una serie di scemenze che era riuscita ad imbastire in precedenza, del tipo “ma ti sei pentito? Pentiti!” o ancora un “sei stato un pessimo esempio per i ragazzi”. Ma siamo scemi? Ma quale esempio? Vogliamo elencare i personaggi pubblici che potrebbero essere di cattivo esempio ogni giorno per decinaia di ragazzi e che invece riempiono con orgoglio le copertine dei periodici più gettonati? Partiamo dal calcio? Dallo spettacolo? Musica? Cinema? Sport? Ehm… politica? Dai, su, siamo seri!
Se un ragazzo si fa influenzare da un pessimo esempio lo scemo, scusatemi, ma è lui. Quanti non ne sono influenzati? Quanti riescono, anche se a fatica, a ragionare con la propria testa e a scegliere quale modello seguire? E poi, per la miseria, ma ancora una volta, chi è la Bonaccorti per stabilire che Corona fosse un esempio per chicchessia? Se uno è pirla e magari anche un bel po’ farabutto tu devi per forza prendere a modello i suoi comportamenti?
Sto esagerando, post troppo lungo ma forse è dovuto all’astinenza. Quindi concluderò con un encomio ad un’altra personaggia che ha dato di sé un’immagine davvero edificante: Antonella Boralevi. Inquietante pensare che tra le altre cose sia stata nominata Consigliere Diplomatico per la Comunicazione della Cultura e della Immagine dell’Italia. In teoria una cervellona. Si vede che per presenziare al Costanzo Show aveva dato la serata libera al suo buon senso e alla nutrita schiera dei suoi neuroni. Il che, se non altro, le avrà permesso di non accorgersi di come fosse, alla fine, diventata lo zimbello di Feltri e dello stesso Costanzo. Patetica. E imbarazzante.
Bene. Dette queste due cosucce sintetiche, qual è la conclusione? Che questi straordinari intelletualoni, pensanti e benpensanti, acculturati, laureati, nati e cresciuti solo tra personcine ammodino sono riusciti, in fin dei conti, a far fare a Corona una figura decente. Se non altro migliore di quella che hanno fatto loro. Il che è tutto dire. Alla prossima.

Ionnighitar


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